Ci sono voluti 13 anni per arrivare a un progetto che mettesse d'accordo la Soprintendenza, il privato e il Comune di Bergamo. Ora la costruzione del parcheggio interrato di via Porta Dipinta, in Città Alta, può iniziare, dopo un elenco infinito di atti, richieste e permessi bocciati. I primi scavi avevano da subito rilevato la presenza di numerosi reperti archeologici: anche per questo ci sono voluti anni per ottenere il via libera (preliminare) della Soprintendenza, arrivato il 2 agosto. Nelle prossime settimane gli architetti dello studio Balbo elaboreranno il progetto. L'amministrazione conta di riuscire a portare in consiglio comunale in autunno la convenzione del parcheggio, per arrivare tra gennaio e febbraio al permesso di costruire. I lavori dovrebbero durare un anno: si ipotizza che il parcheggio pertinenziale, con 51 posti auto e previsto nel Piano particolareggiato di Città Alta potrebbe essere pronto nel 2020. «Abbiamo acquistato l'area il 31 ottobre 2005 dal conte Moroni, che allora era ancora in vita ricorda Matteo Maffeis , ma la strada si è presentata subito in salita, perché con lo scavo archeologico abbiamo trovato resti romani». Per anni il progetto è stato bocciato perché la proposta è stata valutata come troppo invasiva. Nel 2008 era prevista la realizzazione di 120 posti auto con un intervento di scavo a cielo aperto e con l'ingresso da viale delle Mura. Nel 2012 c'era stata una seconda proposta che aveva ridotto i posti auto a 71 e previsto uno scavo da effettuare in galleria dal viale delle Mura, al di sotto dell'area archeologica. «Il progetto ricorda l'assessore Francesco Valesini aveva avuto il parere favorevole della commissione Paesaggio, ma poi era stato bocciato dalla Soprintendenza». C'era stato anche uno strascico legale: il ricorso è tuttora pendente al Consiglio di Stato. «Con la nuova soluzione dice Valesini si evita di forare le Mura: questo era l'elemento che aveva sempre portato al diniego della Soprintendenza. Da qui nasce la soluzione che risolve la questione, innanzitutto ridimensionando il numero di auto, portandolo a 51, e realizzando l'ingresso con un montauto meccanizzato a scomparsa, su una porzione molto ridotta di proprietà del Comune. Le auto entreranno e usciranno da lì. Come contropartita, l'amministrazione si è resa disponibile a concedere la servitù perpetua di passaggio della sua area a fronte della cessione, da parte della proprietà, dell'ambito interessato dal ritrovamento dei reperti archeologici». Sull'area sono state fatte analisi archeologiche e stratigrafiche, e ricerche storiche. «Noi dice il sindaco Giorgio Gori abbiamo fatto del nostro meglio anche per andare incontro alle istanze del privato, però oggi abbiamo un risultato doppio, rendere fruibile un'area archeologica di pregio e realizzare una riduzione del posteggio su strada». Nell'area archeologica sono stati trovati manufatti romani a cui nel tempo è stato sovrapposto un tessuto edilizio e un palazzo nobiliare (palazzo Calepio, poi Bottaini). «I reperti trovati dice Francesco Macario, consulente del progetto sono molto interessanti. Sono state recuperate tombe longobarde e di altra epoca, e sarebbe utile valutare con la Soprintendenza la possibilità di valorizzare, nell'area in cui sono state trovate, queste presenze archeologiche, e anche la lapide di Porta Dipinta. Ci sono pure due cisterne romane e le costruzioni di alcuni muri medievali, e poi le cantine che inglobano all'interno delle murature costruzioni precedenti, anche molto antiche». È previsto anche il restauro di alcuni ambienti sotterranei, che potrebbero essere trasformati in un'enoteca letteraria e spazi per le degustazioni. I visitatori scenderanno tramite una scalinata e potranno osservare gli scavi anche attraverso una vetrata. «La copertura di queste aree dice Francesca Balbo dello studio Balbo sarà ripristinata a verde e verrà mantenuto inalterato lo stato dei luoghi. Ogni scelta progettuale è stata valutata attentamente per ridurre l'impatto visivo e strutturale sull'ambiente».
Corriere della Sera
11 Settembre 2018
✓ Entità verificate
Bergamo. Porta Dipinta, parcheggio con area archeologica
SI
Silvia Seminati
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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