Ho letto negli ultimi giorni i commenti dei vostri opinionisti e scrittori (Corriere, 15 e 18 agosto) all'articolo del 12 agosto di Le Monde. Anche se ne condivido il senso generale, in quanto italiano che vive in Francia e lavora in un museo che detiene la seconda collezione d'arte moderna dell'Esagono, pur trovandosi in provincia, vorrei sottolineare due brevi punti. È vero che le città d'arte italiane forse non accolgono tanti turisti quanti i monumenti e musei parigini, ma un fatto che mi sembra sia stato omesso nei diversi commenti è che questa grande affluenza e interesse sono propri solamente alla capitale francese. In effetti, le città di provincia, da Lione a Marsiglia a Bordeaux (senza contare le più piccole), non riescono a creare un turismo culturale all'altezza di Parigi. E uno dei fatti che caratterizza in positivo l'Italia, è la sua capacità di creare eventi e mostre che permettono una circolazione delle persone e la conoscenza di città di diverse dimensioni sparse in tutto il territorio nazionale (l'affluenza media di un museo d'arte moderna e contemporanea in Francia al di fuori di Parigi è di 50.000 persone l'anno). Altro punto importante è che l'Italia, grazie al suo saper fare mostre, proporre percorsi culturali in città e per il suo savoir faire, è ammirata dai Paesi confinanti, soprattutto dalla Francia dove la nostra formazione universitaria e mentale è guardata con ammirazione perché capace di superare il metodo analitico e quindi della separazione, a favore di una maggiore capacità a vedere e risolvere i problemi in modo globale. Vivere in Italia sembra difficile, vivere all'estero è duro, soprattutto se le persone in Patria sembrano aver perso di vista il nostro patrimonio culturale fondato da quel riso e leggerezza cari a Boccaccio e a Calvino e capaci di permetterci di superare il «sentimento tragico italiano» per il quale purtroppo siamo sempre più conosciuti all'estero. L'Italia sa sognare sapendo di sognare, e credo che perdere questa lucidità e ironia sia ciò che può far di noi tutti «l'idiota del villaggio». Musée d'art moderne de Saint-Etienne Métropole
Polemiche e repliche. Le città d'arte italiane
Un italiano che vive in Francia e lavora in un museo parigino ha letto i commenti degli opinionisti e scrittori italiani sul suo articolo di Le Monde. Egli condivide il senso generale dei commenti, ma vuole sottolineare due punti. Primo, le città d'arte italiane non accolgono tanti turisti quanti i monumenti e musei parigini, ma questo è un fatto che non è stato menzionato nei commenti. Secondo, l'Italia ha una capacità di creare eventi e mostre che permettono una circolazione delle persone e la conoscenza di città di diverse dimensioni in tutto il territorio nazionale.
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