PRATO. Appena si entra nella galleria al primo piano di Palazzo degli Alberti (di Intesa Sanpaolo), alla destra dell'ingresso, si trovano due sculture marmoree di Lorenzo Bartolini. Una di queste è "La fiducia in Dio", un'opera di una bellezza unica raffigurante una donna in preghiera. Ne esiste un'altra di statua, più alta, conservata a Milano, e al museo di Palazzo Pretorio il gesso preparatorio. Quando il visitatore si sposta alla sua sinistra rimane colpito dai colori del genio di Caravaggio con l' "Incoronazione di spine". Poco più avanti, un dipinto di Lippi e il capolavoro di Giovanni Bellini "La crocifissione in un cimitero ebraico". Sono alcune delle 58 opere della galleria degli Alberti portate via da Prato dalla Banca Popolare di Vicenza (e andate a Vicenza e Milano) in una storia che ha tenuto banco per anni con la città in rivolta per riavere quei capolavori, anche se la proprietà è della ex Banca Popolare, ora in liquidazione coatta amministrativa. Adesso le 58 opere sono state restituite alla galleria (che ne conta in totale 142) che hanno fatto rientro a Prato e che sono legate alla città e in particolare al palazzo da un vincolo territoriale decretato dalla Soprintendenza alla fine del 2017. Ci sono, però, ancora dei ricorsi, della ex Popolare, sui vincoli apposti, uno al Tar della Toscana ed un altro al Presidente della Repubblica. Prato, da parte del gruppo Intesa Sanpaolo, non poteva ricevere regalo migliore per la sua festa, quella dell'8 settembre. Intesa Sanpaolo (che ha acquisito la ex Popolare) ha, infatti, voluto aprire straordinariamente per tre giorni (dal 7 al 9) la galleria degli Alberti con una selezione di 11 fra le sue più importanti opere. "Noi rispettiamo gli impegni presi esordisce il direttore regionale Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo Luca Severini A ottobre abbiamo parlato con il sindaco Biffoni che ci ha spiegato l'importanza delle opere e un nostro compito è stato riportarle qui. Grazie alla collaborazione tra Comune, Soprintendenza, banca Popolare di Vicenza in liquidazione coatta amministrativa e Intesa Sanpaolo, oggi Prato può finalmente tornare ad ammirare un importante patrimonio culturale. E tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019 riapriremo la galleria che sarà, dunque, fruibile ai visitatori". "Siamo entusiasti di questo che dimostra l'impegno che da un oltre un anno ha contraddistinto il nostro gruppo nel processo di integrazione delle ex banche venete. Questo riportare i capolavori a Prato - aggiunge Severini vuol dire valorizzare il territorio". In mostra, quando la galleria sarà riaperta, verrà esposta un'ampia selezione delle opere più significative. E Michele Coppola, direttore centrale arte, cultura e beni storici di Intesa, spiega come in futuro la galleria potrebbe avere un ingresso autonomo. "L'apertura della galleria dice conferma la visione che anima il progetto cultura di Intesa nell'impegno a promuovere la bellezza del patrimonio artistico e culturale italiano". E annuncia come potrebbe esserci un'altra apertura straordinaria della galleria per il primo fine settimana di ottobre per l'iniziativa "Invito a Palazzo". Andrea Pessina, soprintendente delle belle arti per Firenze Prato e Pistoia ricorda come tutti abbiano lavorato in silenzio per arrivare a questo momento. Cita anche l'associazione "Amici dei musei" che si è data tanto da fare per far tornare a Prato i capolavori di palazzo degli Alberti. Per il sindaco Matteo Biffoni quanto fatto da Intesa Sanpaolo è un gesto di grande sensibilità per il territorio. Una 'carezza' la definisce, per la città.