Le misure antiterrorismo. Oggi udienza generale spostata da Castel Gandolfo all'aula Paolo VI UN LUNGO serpentone che avvolge le sue spire all'interno del colonnato del Bernini: così si presentava ieri la fila di quanti attendevano di passare sotto i varchi dei metal detector per entrare in Basilica oppure per visitare la tomba di Papa Wojtyla, nelle Grotte vaticane. Turisti e pellegrini si sono dovuti armare di pazienza e aspettare a volte anche più di un'ora: i varchi, che sono sistemati alla destra della piazza, guardando verso la facciata della Basilica, hanno faticato a smaltire la folla. Eppure in molti avevano sperato di entrare rapidamente, anche perché all'inizio di agosto i varchi sembravano essere stati momentaneamente spenti. Invece, come ci confermano all'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, i metal detector della piazza sono sempre rimasti attivi, controllati nel loro funzionamento dagli agenti di polizia che sorvegliano gli accessi. Nessun abbassamento della guardia, quindi, anzi tutt'altro. A San Pietro e nei dintorni del Vaticano continuano ad essere applicate tutte le misure di sicurezza decise nei mesi scorsi. Quanto alle file che si sono verificate ieri, il problema sembra essere nato semplicemente da un maggior afflusso di pellegrini e turisti che ha finito con l'intasare i portali d'entrata. Ma quanto sono efficaci i metal detector? È vero che riescono a identificare la presenza di armi ma non quella di esplosivo? Le persone che si mettono pazientemente in fila sotto il sole e passano attraverso i varchi facendo controllare borse e zainetti contribuiscono davvero a ridurre i rischi che in mezzo a loro ci sia un possibile attentatore? Le risposte che ci sono state date ieri sono molto tranquillizzanti in questo senso. I metal detector, ci è stato detto, possono essere di maggiore o minore intensità e vanno tarati a seconda di ciò che si sta cercando. Ci sono diversi livelli di rilevazione per identificare oggetti diversi. In una parola sì, i metal detector sono davvero utili e non si limitano ad una semplice azione di deterrenza nei confronti di chi avesse cattive intenzioni. Che la guardia sia sempre rimasta alta in tutta la zona intorno al Vaticano e all'interno della Basilica lo confermano tutti gli ambienti impegnati nella sicurezza dei cittadini. E se il picco dell'attenzione è stato intorno ai giorni di Ferragosto, non accenna a diminuire neppure in queste ore. La realtà è che la tranquillità di chi frequenta questa parte di Roma non è affidata solo ai metal detector, ma anche ad altri sistemi di controllo, compresi i cani da esplosivo e le telecamere. Ma chiunque abbia attraversato piazza San Pietro in questi giorni non può non aver notato che la vigilanza delle forze dell' ordine è aumentata, come sono aumentate le pattuglie degli agenti di polizia. Proprio per motivi di sicurezza, oltre che per il grande numero di pellegrini che in questi giorni si stanno riversando nella capitale, si è deciso che oggi l'udienza papale di Benedetto XVI, che risiede ancora a Castelgandolfo, si terrà all'interno dell'Aula Paolo VI in Vaticano: un ambiente chiuso molto facile da controllare.
Sicurezza, code in Vaticano. Un'ora ai metal detector per entrare a San Pietro
L'udienza generale di Benedetto XVI è stata spostata all'Aula Paolo VI in Vaticano a causa della folla che si era accumulata davanti alla Basilica di San Pietro. I metal detector sono stati attivati e i vari varchi sono stati controllati, ma la fila è stata lunga e alcuni pellegrini e turisti hanno dovuto aspettare più di un'ora per passare. I metal detector sono stati confermati efficaci per identificare la presenza di armi, ma non di esplosivo. La guardia è stata sempre alta in tutta la zona intorno al Vaticano e all'interno della Basilica. La tranquillità non è affidata solo ai metal detector, ma anche ad altri sistemi di controllo come i cani da esplosivo e le telecamere.
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