DAI Musei Vaticani al Teatro dell'Opera finito dietro le transenne, il bilancio dei danni dopo il terremoto non è negativo. Ieri ha avuto luogo l'intervento dei vigili del fuoco sulla facciata del Teatro dell'Opera (nella foto), un'operazione obbligata in seguito alla scossa di terremoto che ha colpito la capitale. Il Comando ha comunque rassicurato i cittadini che l'intervento è stato a puro titolo preventivo: «Sono state rimosse le lastre in lavagna non perfettamente fissate al cornicione della facciata del teatro. Non c'è stato nessun distacco direttamente conseguente al sisma, ma un semplice peggioramento del dissesto già in corso». Controlli anche ai Musei Vaticani, dove però il terremoto non ha provocato alcun tipo di danno nei musei e nei monumenti. I controlli eseguiti nelle strutture, spiegano in Vaticano, non hanno evidenziato alcun problema. Nella competenza della direzione dei musei vaticani rientra anche la Cappella Sistina, per la quale lunedì si era temuto. Anche Eur Spa ha avviato ieri i controlli ai propri immobili: «A seguito delle scosse del terremoto che hanno interessato Roma e in particolar modo la zona sud e il litorale, i controlli eseguiti dai tecnici sugli immobili facenti parte del proprio patrimonio storico architettonico del primo '900, non hanno rilevato anomalie di sorta». Tutto bene quindi, proprio mentre la Provincia di Roma ha avviato i controlli sulle scuole superiori del territorio per verificare casi d'instabilità. Intanto è stata pubblicata su internet la mappa degli effetti del terremoto. La carta, elaborata dagli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si basa sulle risposte ai primi 350 questionari ricevuti dall'Ingv entro le prime 24 ore dal sisma: «Si tratta di una mappa basata su dati preliminari, ma già abbastanza, esauriente», ha osservato Valerio De Rubeis, il ricercatore dell'Ingv che insieme a Patrizia Tosi ha curato la raccolta dei dati. Sia i questionari che la mappa sono accessibili collegandosi al sito dell'istituto (http:www.ingv.it). Risulta che la percezione del terremoto da parte della popolazione nella zona di Anzio e Nettuno, la più vicina all'epicentro, è stata pari a una scossa del sesto grado Mercalli. In particolare gli effetti più forti sono stati avvertiti lungo la valle del Tevere.