E' RIMASTO sepolto per oltre duemila anni il cane riportato alla luce dagli scavi archeologici di Tassignano, nel comune di Capannori (Lucca). I resti si sono conservati in buono stato sotto il balneum, l'impianto termale Domus Aemilia (Tax C), risalente al II-I secolo a.C.. Un ritrovamento eccezionale, spiegano dal Gruppo Archeologico Capannorese (Gac) che ha gestito lo scavo sotto la direzione scientifica di Alessandro Giannoni, finanziata da Comune di Capannori, Fondazione Banca del Monte di Lucca e Istituto Comprensivo "Carlo Piaggia" di Capannori. Il cane era deposto su un fianco in una fossa ricavata all'interno della fondazione del muro perimetrale ovest delle terme. Si tratta di una scoperta che può aiutare a fare luce, spiegano gli archeologi, sulle operazioni legate ai riti di fondazione nel mondo antico. La costruzione di edifici o insediamenti, infatti, obbediva a prescrizioni magico-religiose ancor prima che tecniche: queste prevedevano - si legge in una nota - il sacrificio di cani e la loro deposizione rituale, cui si può attribuire tanto funzione purificatrice quanto di protezione per il nuovo abitato. Il rito, noto ma difficilmente documentabile proprio per la particolare posizione e giacitura delle deposizioni al di sotto delle strutture (che evidentemente se conservate ne impediscono il ritrovamento) trova alcuni confronti proprio nel periodo nel quale si inscrive la fondazione dell'edificio di Tassignano. Proprio la particolarità del ritrovamento ha indotto gli archeologi a programmare lo "strappo" della deposizione, vale a dire la rimozione dello scheletro del cane col suo "pane" di terra al fine di preservarne l'integrità e consentirne lo studio in laboratorio e, eventualmente, la successiva musealizzazione all'interno della sezione archeologica del museo Athena di Capannori. "I risultati emersi quest'anno confermano l'importanza storica del sito archeologico di Tassignano - commenta la vicesindaca Silvia Amadei -. Una valenza che siamo ben lieti di supportare e che auspichiamo possa essere valorizzata nel museo Athena, che già contiene preziose testimonianze del nostro territorio. Rilevante è anche la valenza formativa e didattica, perchè vengono coinvolti in prima persona gli studenti, avendo così occasione di scoprire in prima persona il passato di Capannori". La storia di questo insediamento è di almeno cinque secoli e ci parla di un edificio sorto lungo le sponde del fiume Auser, progenitore del Serchio, al tempo della prima colonizzazione romana della piana di Lucca (180 a.C.), sviluppatosi nel I-II secolo d.C. e vissuto fino a quando una sepoltura femminile - Aemilia che appunto dà il nome a Domvs Aemilia - non ne segnò in età tardo antica (IV-V secolo), la fine dell'uso abitativo a favore del l'utilizzo come area cimiteriale.