Bellissima la sede, 2.700 metri quadrati in viale Pasubio firmati dallo studio svizzero Herzog de Meuron, la libreria Feltrinelli con i libri in lingua originale e i quaderni Gallimard, la caffetteria, il dehors, la sala lettura della biblioteca con la bandiera rossa della Comune di Parigi. " In tutto il mondo ce ne sono tre " , dicono. Ma è al piano meno due che la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli custodisce i suoi tesori. Porte allarmate, telecamere in ogni angolo, temperatura tra i 18 e i 22 gradi, accediamo all'archivio cassaforte della Fondazione con Vittore Armanni, responsabile del patrimonio. La prima cosa che colpisce: l'odore della carta, più penetrante rispetto a quello dei testi contemporanei. " Ma non è né un bunker né un ambiente polveroso " , fa notare Armanni. " Gli studenti del master in Public History, che organizziamo noi, gli appassionati, chiunque sia interessato può chiedere di consultare il contenuto dell'archivio". Il suo libro preferito è il sesto volume della prima edizione dell'Encyclopédie di Diderot. Copertina in pelle di vacca, resistente al tempo, leggibile. Nella sezione di storia naturale: "Fig. 1. Le Lion. Fig. 2. Le Tigre." con i relativi disegni e il volto della seconda che la fa sembrare un cucciolo di gatto.