Pubblicato sull'Albo Pretorio l'avviso di sospensione dell'aggiudicazione del progetto per Palazzo Bocca Trezza. «C'è il rischio che manchi il finanziamento oggetto della gara» VERONA. «Per Palazzo Bocca Trezza si era alle soglie della gara di aggiudicazione, che ora sarà probabilmente sospesa». Così scriveva il nostro giornale, il 9 agosto scorso. E adesso, ahinoi, la previsione si è avverata. Sull'Albo Pretorio del Comune di Verona è stato infatti pubblicato ieri l'avviso di sospensione del bando di gara per il restauro dello splendido compendio cinquecentesco di Veronetta. E la motivazione è malinconicamente precisa: «la procedura viene sospesa dice il testo in attesa della conversione in legge del decreto 91, che potrebbe far mancare l'attuale finanziamento delle prestazioni oggetto della gara». Immediate le reazioni politiche. Secondo i consiglieri comunali del Pd «il pasticcio "legastellato" del rinvio dei fondi del bando periferie produce a Verona il primo effetto negativo concreto: malgrado le rassicurazioni politiche fornite a tutti i livelli da leghisti e pentastellati, - sottolineano Elisa La Paglia, Federico Benini, Carla Padovani e Stefano Vallani - gli uffici comunali, che hanno in capo in concreto la responsabilità degli atti, hanno deciso di sospendere tutto "in attesa della conversione in Legge del DL 25072018", ovvero il decreto della discordia». Secondo i consiglieri comunali dem «si conferma dunque che la decisione del governo di mettere mano subdolamente al bando periferie, probabilmente soltanto per volontà di vendetta politica verso il precedente governo di centrosinistra che tale progetto aveva promosso, sta causando un grave danno alla città bloccando l'iter degli interventi per la riqualificazione di Veronetta». Gli esponenti del Pd concludono che così è stata «svelata l'ipocrisia di Zaia e della Lega che sostenevano che gli interventi previsti fossero fermi: non erano fermi, erano invece già aperte le fasi di gara, perché così si fa coi soldi pubblici». Da Palazzo Barbieri, però, il vicesindaco Luca Zanotto si mostra ottimista. «La sospensione del bando spiega è solamente un passaggio tecnico in linea con quanto emerso dall'incontro di Venezia. È già in itinere un provvedimento governativo suddiviso in due parti: la prima ci dice che per realizzare quanto previsto, per Veronetta e quindi anche per Bocca Trezza, abbiamo tempo fino al 2020. La seconda, e più importante, ci dice che potremo utilizzare a questo scopo una parte del nostro avanzo di bilancio. È logico prosegue Zanotto che non possiamo al momento andare avanti con la gara pubblica senza prima sapere quanto, di quell'avanzo, potremo disporre. Ma è solo una questione tecnica: non appena sapremo i dettagli del provvedimento conclude il vicesindaco - avremo anche l'indicazione su quali capitoli di bilancio potremo utilizzare per proseguire». La vicenda si trascina ormai da molti anni. Il restauro di Palazzo Bocca Trezza era stato inserito nel cosiddetto Bando per le Periferie, che aveva visti stanziati 18 milioni di euro per Verona, ed in particolare per il quartiere di Veronetta. Quasi altrettanti milioni avrebbero dovuto essere poi «generati» grazie ad interventi di privati. Un emendamento al decreto Milleproroghe, nelle scorse settimane, ha però congelato quei fondi, sia per Verona che per altre 96 città. E adesso si attende di capire quanto e come sarà sbloccato l'avanzo di bilancio comunale, per uscire da questo «congelamento».