Del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni si parla spesso oltre che per la sua differenziata bellezza (la costa e l'interno evocano sentimenti parole e suggestioni contrastanti: in pochi minuti si passa dalle gole del Calore al mare blu), anche per la sua biodiversità. Un accumulo di originali caratteristiche che lo popolano da secoli di specie animali e botaniche rare e bellissime. La primula che spunta tra le rocce aspre di Palinuro. Le tantissime orchidee che a maggio sbocciano sontuose nella loro valle a Sassano. Le lucertole blu che pigre e ignare interpreti dell'evoluzione, abitano l'isolotto di punta Licosa. Alla lucertola e allo studio della biodiversità è dedicato un piccolo edificio (una volta destinato ai bambini e alle bambine delle elementari) che il Comune di Castellabate ha recentemente affidato al dipartimento di Biologia dell'Università Federico II diretto dal professor Ezio Ricca. Responsabile della piccola stazione scientifica di Punta Licosa è il professor Domenico Fulgione che lavora, ci dice, per arricchire le funzioni di questo «avamposto», per costruire dei legami tra la ricerca scientifica, l'osservazione e la vita della comunità circostante; salvaguardare il rigore scientifico dell'impresa senza sacrificarne, anzi enfatizzandone, le implicazioni culturali più generali. Da qui l'incontro con l'associazione Festinalente, nata qualche anno fa nel Cilento e organizzatrice a Ceraso della rassegna «Dialoghi sul male», e l'idea di dedicare una parte della piccola stazione scientifica ai libri. Libri che si prendono e libri che si lasciano in un circuito virtuoso che stimola l'affezione per la lettura. Anima incontri e viaggi letterari. «A Punta Licosa - dice Maria Liguori che di Festinalente è fondatrice - scriviamo un capitolo delle Casette del libro che due anni fa abbiamo affidato ad un piccolo nucleo di comuni (Ceraso, Castellabate Serramezzana) con l'idea poi di estenderle a tutto il Parco. Un modo per "liberare" i libri e favorirne il destino di produttore di conoscenza e consapevolezza in un'area che non ha biblioteche, né librerie, né occasioni frequenti di lettura. Un luogo bellissimo che si proietta verso il mediterraneo tentando di restituire a questo mare di mezzo la sua antica funzione di mediatore di facilitatore di incontri e commistioni. Esaltatore di differenze feconde e non come invece sembra essere diventato, causa di mortificazione dell'umanità». «Il nostro - dice il professor Fulgione - è un piccolo progetto con grandi ambizioni. Vogliamo mostrare la trama di bellezza e cultura che si può costruire con le "materie prime" di cui abbondantemente disponiamo: la natura, la cultura materiale, la storia, la capacità di osservare "il cielo stellato" sopra di noi. Parmenide ha vissuto vicino a Punta Licosa e nonostante tutto, di quel passato c'è ancora memoria. Dobbiamo sottrarre il ricordo alla muffa delle "celebrazioni" e intrecciare gli esiti straordinari di quel passato con le questioni che il presente ci impone». Il Comune di Castellabate guidato da Costabile Spinelli, mostra grande attenzione a questa iniziativa che promette di sostenere senza avarizia e aiutandola a diventare patrimonio della comunità che dovrà imparare a considerarla come una bella occasione per le ragazze e i ragazzi di Licosa, ma non solo di Licosa. Un esempio piccolo e significativo da seguire. Festinalente, Castellabate e l'Università Federico II (dipartimento di Biologia) preparano il loro programma invernale. E la casetta dei libri fra qualche giorno aprirà i suoi scaffali pieni di titoli agli appassionati di natura e cultura.