Oltre al teatro "Verdi", chiude al pubblico anche l'area archeologica di San Pietro degli Schiavoni. Questi gli effetti del guasto elettrico che ha interessato l'impianto che alimenta l'intero edificio situato nel cuore del centro storico. La Fondazione è corsa subito ai ripari spostando una parte della mostra fotografica documentaria e multimediale "L'Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi" di Rumiz dal foyer al museo archeologico "Ribezzo". Nulla invece si può ipotizzare per l'area sottostante il teatro dove sono collocati gli scavi archeologici. «A causa di un guasto all'impianto elettrico del Nuovo Teatro Verdi - si legge in una nota della Soprintendenza per l'archeologia, le belle arti ed il paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto - che ha compromesso l'intero sistema interno, la sottostante area archeologica di San Pietro degli Schiavoni rimarrà chiusa al pubblico fino al ripristino della linea. Sarà cura di questa Soprintendenza dare debita comunicazione della riapertura». Piove sul bagnato, verrebbe da dire. Prima della comunicazione ufficiale della Soprintendenza, ci avevano pensato i dipendenti che si occupano dell'area archeologica, con una scritta tutt'altro che chiara su un foglio di carta: "L'area è chiusa per mancanza di energia elettrica sino a data da repristinare". Dopo l'amara polemica con l'amministrazione comunale circa la scarsa fruizione del bene, dunque, arriva il guasto elettrico che manda alle ortiche ogni trattativa. Ora spetta al Comune adoperarsi in tempi brevissimi per far sì che il teatro Verdi possa riaprire al più presto i battenti consentendo anche ai turisti di ammirare gli scavi sottostanti l'edificio. Nonostante i continui interventi di manutenzione ordinaria, qualcosa l'altra giorno ha mandato in tilt la cabina elettrica. Un sovraccarico di tensione forse provocato anche dall'uso dei condizionatori situati all'interno della struttura. Il nodo da sciogliere, ora, è quello relativo agli scavi nell'area del Nuovo Teatro Verdi. Già normalmente, infatti, gli scavi sono spesso chiusi al pubblico a causa della scarsità di personale. Un tasto su cui l'amministrazione comunale ha voluto insistere sin dal suo insediamento chiedendo alla Soprintendenza di intavolare un dialogo per garantire l'apertura al fine di consentire ai brindisini e ai tanti turisti di passaggio in città la fruizione degli scavi archeologici di San Pietro degli Schiavoni anche di pomeriggio, nel fine settimana o durante i festivi. Da oggi lo scenario, dunque, sarà triste e desolante anche di mattina. I crocieristi ed i turisti in generale che arriveranno davanti ai cancelli del teatro Verdi troveranno tutto chiuso a causa del guasto che ha interessato l'impianto elettrico dell'edificio. Una situazione a dir poco assurda per una città a vocazione turistica come la nostra. E così, i brindisini ma anche i visitatori - e ce ne sono stati tanti in questi ultimi mesi - che avrebbero voluto godersi, con i festivi, le bellezze della città dovranno accontentarsi di una passeggiata sui corsi o, al massimo, sul lungomare. La chiusura degli scavi non consente ai turisti di ammirare due interi isolati del V secolo avanti Cristo riportati alla luce nel corso di alcuni lavori edilizi nel 1966. Una intera città sotterranea che costrinse gli ingegneri dell'epoca a modificare l'originario progetto di edificare il nuovo cinema-teatro della città per inglobare il sito. Domus, complesso termale, sculture e pavimenti a mosaico sono custoditi oggi ai piedi del Nuovo Teatro Verdi che, per consentirne la visione anche agli spettatori, ha una parte della pavimentazione del foyer in plexiglas. Un sito archeologico, insomma, di grande pregio storico, spesso chiuso a causa dei problemi della Soprintendenza. Questa volta, però, è perché manca la luce.
www.quotidianodipuglia.it
24 Agosto 2018
Brindisi. Il "Verdi" ancora senza luce Off limits anche gli scavi archeologici
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