La raccolta è stata un successo: più di 34 milioni di euro, metà dei quali per il sisma del 2016. La maggior parte del denaro, però, non è arrivata a destinazione No, i soldi degli sms degli italiani non sono spariti. Certo, a due anni dal sisma del 24 agosto 2016 non sono ancora arrivati a destinazione. Ammesso che la destinazione scelta dal Comitato dei garanti istituito ad aprile 2017 dal Dipartimento della Protezione civile e dai presidenti delle quattro Regioni interessate fosse quella che gli italiani tantissimi, vista la cifra totale di 34.660.067 euro raggiunti avevano pensato. Nella prima tranche, che copre quasi 30milioni, sono stati finanziati diciassette progetti distribuiti tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Tutte opere pubbliche, soprattutto scuole antisismiche, leggere e veloci da costruire. A oggi è stata realizzata solo una scuola, a Pieve Torina, in provincia di Macerata, per cui erano stati destinati 250mila euro. Una parte dei soldi per farla li ha anticipati il Comune, che poi li riavrà al momento dell'erogazione. Tutti gli altri lavori sono in fase di progettazione, un paio già esecutivi. Una seconda tranche, circa 3 milioni, verrà destinata a un centinaio di piccoli progetti nelle Marche, ancora non resi noti. Cosa è andato storto? Da un lato si è pagata la scelta di coprire con la stessa raccolta tre sismi diversi quello del 24 agosto, quello del 30 ottobre e quello del 18 gennaio 2017 con entità, danni, cifre donate ed esigenze differenti. Poi, a inizio settembre 2017, l'ex sindaco di Amatrice solleva il caso sms: Pirozzi denuncia la scomparsa dei soldi per poi dopo l'apertura e la chiusura di un fascicolo da parte della Procura di Rieti aggiustare il tiro e chiedere il dettaglio delle destinazioni. Arriva a fine settembre l'elenco dei diciassette progetti e qui il sistema di ripartizione regionale si ingolfa, anche a causa di alcune scelte, che qualcuno definisce politiche, finite nell'occhio del ciclone. Come l'aver inserito due comuni fuori dal cratere, Collevecchio e Corropoli, o aver destinato 3 milioni per il recupero di una grotta sudatoria nelle Marche, qui è intervenuta anche la Corte dei Conti ma poi lo scorso giugno tutto si è sbloccato. A questo va aggiunta una complessa macchina burocratica gestita di concerto con gli uffici speciali per la ricostruzione e le regioni: i beneficiari presentano un progetto preliminare che deve essere approvato, poi si passa al definitivo e infine all'esecutivo. Poi c'è il bando di gara. I 34 milioni di euro sono confluiti nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione Paola De Micheli, ancora fino a settembre poi ci sarà la nomina del nuovo Governo e al momento del rendiconto dei lavori, in tandem con gli uffici speciali, le cifre vengono saldate. Una scelta, assicurano, proprio a garanzia del corretto utilizzo del denaro. Poi c'è anche chi non sa di essere beneficiario di un progetto, come il sindaco di Montegallo. Il suo comune è tra quelli scelti dalla Regione Marche per ospitare una elisuperficie. Peccato che il primo cittadino sembri non saperne nulla. E intanto i mesi passano. L'intera operazione è la raccolta solidale via sms più grande mai realizzata dalla Protezione Civile dal 2004 a oggi: allora, per lo tsunami dell'Oceano Indiano, arrivarono 24 milioni; nel 2009 per l'Aquila 19 milioni circa. Stavolta solo dal 24 agosto al 9 ottobre 2016 sono stati donati 15 milioni. Poi ci sono anche 116mila euro di promesse raccolte, ovvero sms inviati ma poi non confermati al momento del pagamento della bolletta, ma questa è un'altra storia. In molti hanno pensato che quei primi 15 milioni arrivati sull'onda dell'emergenza dovessero finire ad Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto. A questi comuni però, considerati sufficientemente coperti da altre donazioni, non è andato niente e si è preferito dirottare le cifre sulle Marche, regione molto danneggiata. Anzi non proprio niente: su espressa richiesta di un donatore, 430mila euro sono stati versati sul conto della Protezione Civile per Amatrice. «Chi li ha raccolti lavora nel mondo nautico e abbiamo pensato di utilizzarli per interventi sul Lago Scandarello», spiega l'ex sindaco Pirozzi. Ad Arquata invece all'inizio non doveva finire neanche un euro, poi però il suo sindaco un politico dalle maniere spicce che ha la foto della tomba di Craxi alle spalle ha battuto i pugni. Alla riunione con la Regione e i sindaci del cratere Marche ha votato contro il finanziamento della pista ciclabile di Civitanova progetto abbandonato per le numerose proteste anche dei comitati dei terremotati e la mattina dopo Errani lo chiama e lo inserisce nel bacino sms. «Ma quali scelte tecniche, questi soldi sono stati oggetto di scelte politiche», commenta Agostino Cavasassi, sindaco rosso di Sant'Angelo in Pontano, comune in provincia di Macerata mezzo inagibile. Lui ha preso 2,4 milioni, ci farà la nuova scuola, e lo racconta mentre si avvia a portare da mangiare ai suoi gatti che non hanno voluto abbandonare la casa terremotata.