Colletta La pista ciclabile fa paura. È buia anche in pieno giorno Il parco Colletta è uno dei più grandi della città, compreso tra le rive del Po e della Dora. È per questo che, essendo dispersivo e in alcuni punti poco affollato, andare a correre o in bicicletta da soli può far paura, come nel lungo viale interno che costeggia via Giulio Carcano. Federico è un ciclista vestito con la tuta tecnica, conosce quei luoghi: «Qua è sempre buio, anche di giorno a causa degli alberi. È meglio stare attenti.Mi sembra che di recente sia già capitato qualcosa di brutto». Era maggio, infatti, quando un giovane di 28 anni è stato aggredito di sera nei pressi del cimitero Monumentale, arrivando in ospedale con la mandibola e il naso fratturati. Pellerina Chioschi e campi unico presidio. Ma dopo il tramonto è off limits Il parco della Pellerina ha due volti, uno di giorno e uno di notte. Quando il sole è alto sono tante le persone che leggono un libro, i bambini che giocano, gli anziani che si riposano e i ragazzi che corrono.A fare da presidio i campi da calcio e tennis, ma anche i cinque chioschi sparsi al suo interno. Quello su corso Appio Claudio è «aperto da 26 anni: di giorno non è mai successo nulla. Ma dalle 21 in poi è meglio non avventurarsi». Quando tutto chiude, soprattutto su corso Regina Margherita, non è consigliato andare a correre o portare il cane. Tra degrado e prostituzione, c'è un volto del parco che non accoglie volentieri chi esce dopo il tramonto. Stura Ancora recintato l'ex Tossic Park. I predoni hanno spento i lampioni L'ex Tossic Park è ancora circondato dalle griglie da cantiere dopo otto anni. Anche per questo motivo è forte la sensazione di abbandono del parco, che sulle cartine si chiama «Stura» e dove ben poche persone hanno il coraggio di addentrarsi. Indelebili i ricordi di quando al fondo di corso Giulio Cesare c'era la più grande piazza di spaccio del Nordovest e a comandare erano i pusher africani. Ieri pomeriggio c'erano due famiglie (e la loro grigliata clandestina), una decina di bagnanti nel fiume e il pensionato Giovanni Erria in sella alla sua bicicletta. «I lampioni che hanno messo non funzionano. Hanno rubato i cavi di rame». Dora Il paradiso degli skater in Spina 3 messo alle corde dei vandalismi I canestri dell'impianto del basket sono stati risistemati da poco. Così, sotto la tettoia dello Strippaggio sono ritornati gli appassionati di palla a spicchi, spariti per colpa dei raid vandalici. Al Parco Dora, l'area verde post-industriale di via Orvieto, le telecamere posizionate dal Comune non hanno fermato le scorribande. Gli ascensori, che portavano alla passarella sopraelevata, sono stati messi fuori servizio. Poi è stata rubata la rete del campo da tennis e sradicate le porte del calcetto. In Spina 3, i ragazzini, che arrivano da tutta Torino Nord in particolare per il grande skatepark, sono costretti a tirare i calci di rigore chiedendo ai compagni di squadra di mettersi sulla riga. E fare i pali viventi. Vallette Ostaggio di erba alta e zanzare. Residenti costretti a mantenerlo La vecchia pagoda del parco delle Vallette non è più occupata dai clochard. I bambini delle «case bianche» di via Sansovino sono liberi di giocare «a muretto», tirando pallonate contro le parete dell'edificio, senza temere di essere rincorsi dai senzatetto che fino all'anno scorso vivevano indisturbati in via dei Gladioli. La Circoscrizione 5 ha ridipinto i gradoni di cemento che segnano l'ingresso dell'area verde rovinata dai graffiti oltraggiosi. Così, è stato reso più accogliente questo parco dove l'erba è alta mezzo metro e gli sciami di zanzare prendono d'assalto i passanti. «Siamo stati costretti a tagliarcela da soli con un trattorino», dice Angelo Fiorillo, presidente del vicino centro d'incontro. Peccei La riqualificazione mai decollata per colpa di scippatori e rapinatori Il «Peccei» è l'ultimo parco costruito in città. Dopo dieci anni di bonifiche, nel 2015 è stata inaugurata l'area verde che doveva essere il simbolo della rinascita di Barriera di Milano. Ma il progetto avveniristico, che ha posizionato lampioni a led, salvato la tettoia Porcheddu e installato un'area fitness, non ha risolto i problemi di sicurezza della zona. Il 7 luglio il signor Antonio è stato aggredito da un uomo. «Era drogato, mi ha tagliato il collo», dice mostrando la lunga cicatrice. Un mese prima erano stati accoltellati due giovani. «La situazione è migliorata aggiunge . Ma ci sono troppi scippi. A una signora hanno rubato la spesa». Valentino Turismo stentato e club chiusi. Il simbolo cittadino è dimenticato Cinque chilometri di percorso lungo il Po. Un polmone verde che molte città ci invidiano. Eppure. Quattro discoteche chiuse da anni. Il Borgo medievale, attrazione turistica, come un'entità priva di vita. Cespugli selvaggi, che diventano indomabili verso le Vallere. L'argine crollato durante l'ultima alluvione ancora da sistemare, dopo quasi due anni. Benvenuti al Valentino. Dove gli unici ad aver capito che va rianimato, soprattutto ad agosto, sono i gestori dei quattro chioschi aperti. Dopo l'arresto del maniaco sono spariti anche i pusher sulla collinetta (dove ieri sono comparsi i poliziotti in moto). Sono rimasti solo i tossici, in attesa sulle panchine. Confluenza Bambini sfrattati dall'area giochi. Adesso c'è una carovana di rom Una volta sotto il gazebo di legno del parco della Confluenza si organizzavano concerti di musica classica. Ricordo sbiadito di questa area verde che circonda la Manifattura Tabacchi, lo storico circolo Graziani e l'area giochi di piazza Sofia dove sono sul piede di guerra le mamme dei bambini che la frequentano. «Da giorni è assediata da una carovana di rom che vive accampata», racconta Federica Fulco, la presidentessa del Comitato Torino in Movimento. Un problema annoso per questo fazzoletto di verde di Regio Parco. «Abbiamo più volte segnalato la presenza dei camper», è la replica degli uffici della vicina Circoscrizione 6.
Corriere della Sera
23 Agosto 2018
Torino. Le oasi verdi abbandonate tra degrado e incuria
PA
Paolo Coccorese
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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