CONCORSO indetto e regolarmente svolto. Statua prima classificata scelta. Luogo dove piazzarla individuato. Tutto a posto, pronti per l'inaugurazione. Senonché esplode il triplice contrasto artistico-politico-sociale: «E' brutta», «mette angoscia», «deturpa l'ambiente», «non è vero, è bella e arricchisce». Novara, non unica in Italia, si ritrova divisa per un arredo urbano nemmeno dei più costosi. Al centro della questione è una statua di sette metri per due e mezzo, bronzo in parte dorato, che rappresenta Icaro. Autore è Giancarlo Marinucci. Il suo Icaro è stato scelto da una commissione che doveva valutare opere presentate da tutta Italia - sui temi di aria, terra, acqua, fuoco - per rendere colte e artistiche dieci rotonde e piazze della città rivisitata. Ma, apprezzato dagli esperti, ha urtato la sensibilità di una parte dei cittadini. Un po' come a Torino «L'ombra metafisica» del danese Per Kirkeby (da alcuni definita «un grande vespasiano») o davanti alla Triennale di Milano il «ricciolo nero» di Siila Ferradini, inno all'intimità femminile, un pube in vetroresina dal quale si innalza il ricciolo in ferro, alto dieci metri, che divise fra «banalità» e «sperimentazione», per finire acquistato da un collezionista che se lo portò via e mise a tacere la polemica. Di fatto Icaro è più innocente del «ricciolo». Ed è figlio di un concorso indetto un anno e mezzo fa dal Comune, in piena fase di ristrutturazione del traffico e riarredo. Anziché le solite aiuole, meglio statue. Marinucci sceglie come tema l'aria, e non a torto: una delle aree da arricchire è largo Buscaglia, a cento metri dalla stazione. Carlo Emanuele Buscaglia, nato a Novara il 22 settembre 1915, pilota militare, diventa volontario tra gli aerosiluranti, vola su Alessandria d'Egitto, lungo le coste africane, bombarda gli alleati sotto la Repubblica Sociale, poi si unisce a loro. Muore nel '44 in un incidente durante un decollo. Ecco, dunque, piazza e statua. Marinucci: «Non sapevo della sua esistenza, quindi capire i suoi ideali giovanili, le sue aspirazioni di uomo mi ha portato a riflettere profondamente. Ho pensato al desiderio ardente di veleggiare nello spazio. E il mio pensiero è maturato all'immagine di Icaro, l'unico essere umano seppur mitologico che solcò lo spazio». Icaro diventa bronzo e oro, ottantamila euro di costo. Un'ala piena e l'altra di intelaiatura, il corpo proteso al cielo, la schiena lacerata, aperta in due tronconi, un dito puntato verso l'alto. Ma piazza Buscaglia non è ancora stata ristrutturata, l'onera vincitrice è pronta. Così si decide di piazzarla in piazza Gramsci (un tempo, e ora per alcuni, piazza del Rosario), alle spalle del Comune. Dice l'assessore alla Cultura, Gabriello Gilardoni (An): «A decidere è stata una commissione di esperti, presieduta dal! architetto Paolo Garone. Accanto al pregio dell'opera si è colto questo significato di invito a non voler strafare, a non fare voli pindarici. Un monito, insomma». Il monito però arriva dalle lettere ai giornali, al Comune: «Sperpero di denaro pubblico», «opere inadeguate per la città», «panchine, tavolini di bar e statua hanno imbruttito la piazza», «spendere meglio i soldi». Insomma, ottantamila euro era meglio dedicarli ad anziani e bambini. Al che replica il sindaco, Massimo Giordano (Lega): «Ma per favore... Portiamo modernità, simboli e con costi bassi, cifre con le quali un Comune farebbe ben poco». L'architetto Garone difende la scelta: «Abbiamo contemplato tutti gli aspetti della definizione dell'opera d'arte: estetica, percezione artistica, materiali, dimensioni, durevolezza». E ricorda come «la percezione dell'arte è influenzata dal personale stato d'animo di chi osserva». Proprio questo dicono alcuni novaresi: «Incute sofferenza». E Garone rimanda la sensazione «al mittente». Come dire: ti da sofferenza perché sei sofferente. Resta il fatto che Icaro subisce un ben strano destino. Pensato per un aviatore, premiato per come anela al cielo e ancora alla terra, tra sogno e realtà, aspetta l'inaugurazione ufficiale fra lampioni e tavolini, lontano dall'aviatore Buscaglia Carlo Emanuele che l'ha ispirato.
Così Icaro fa volare la polemica sul bello
Il Comune di Novara ha deciso di piazzare una statua di Icaro, opera di Giancarlo Marinucci, in piazza Gramsci. La statua, che rappresenta l'aviatore Carlo Emanuele Buscaglia, è stata scelta da una commissione di esperti per la sua bellezza e significato artistico. Tuttavia, la statua ha urtato la sensibilità di alcuni cittadini, che la considerano brutta e angosciosa. Il sindaco Massimo Giordano ha difeso la scelta, affermando che la statua rappresenta la modernità e i simboli della città.
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