Ad accogliere i turisti, ieri, sui belvedere che portano all'Arco naturale, sono comparsi cartelli con la scritta «proprietà privata». E a Capri è scattato l'allarme. Capri. È battaglia a Capri per la proprietà del famoso Arco naturale e della strada vicinale che porta il suo nome. Ad accogliere i turisti, infatti, ieri mattina sui belvedere che portano ad uno dei simboli dell'isola sono comparsi cartelli sui quali campeggiava la scritta «proprietà privata». E sull'isola scatta l'allarme per scongiurare la privatizzazione di uno dei siti turistici più famosi di Capri. La querelle, però, parte da lontano. È il 2005 quando iniziano i tentativi di chiudere la strada da parte dei padroni - la famiglia Robustelli - di un fondo terriero che contiene, oltre ad un piccolo buen retiro, la strada di accesso e le terrazze che sovrastano l'Arco naturale, nonché uno storico sentiero che conduce alle Grotte del Fieno e si inerpica sul costone fino a raggiungere i quartieri di Tamborio e Moneta. Dopo vari tentativi di risoluzione bonaria con diverse proposte per istituire percorsi alternativi a quelli storici, nel maggio 2014 il Comune di Capri interviene con un'ordinanza firmata dal dirigente dell'ufficio tecnico che intima la demolizione della recinzione apposta che impediva il passaggio di isolani e turisti. Inizia così la contesa. Da una parte i proprietari che rivendicano il diritto di possesso e chiedono tutela della privacy dalle centinaia di turisti che tutto l'anno affollano la zona; dall'altra la comunità che, inviperita, difende un pezzo della storia naturalistica dell'isola, dove, tra l'altro, l'anno scorso sono stati effettuati ingenti interventi di messa in sicurezza per scongiurare il pericolo di crolli ed il recupero dei belvederi per un'operazione costata oltre un milione di euro. Nei giorni scorsi, però, arriva la doccia fredda che segna un punto a favore del privato: il Tar Campania annulla l'ordinanza comunale del 2014 e ricompaiono i cartelli che delimitano la proprietà privata, chiudendo l'accesso all'antico sentiero pur garantendo un varco per raggiungere l'Arco Naturale. E scoppia la polemica. «Stiamo approfondendo la pratica ha commentato il vicesindaco della Città di Capri, Roberto Bozzaotre a prescindere dai vizi della sentenza che sarà impugnata davanti al Consiglio di Stato, possiamo anticipare che si sta evidenziando come l'ordinanza annullata riguardasse solo l'aspetto edilizio dell'opera, ovvero la palizzata, e non l'esistenza del passaggio sulla quale il Tar non avrebbe neanche giurisdizione. Contiamo di stabilire una volta e per tutte che la strada vicinale deve essere fruibile da tutti e che ovviamente i belvedere sono patrimonio della comunità isolana e di tutto il mondo». La lotta per liberare la zona dell'Arco naturale dalle mani dei privati continua, dunque, contestando la sentenza del Tar e puntando ad un giudizio civile diretto per far valere l'esistenza di un passaggio pubblico e per la proprietà della terrazza superiore del sito naturalistico. E sulla nuova polemica è intervenuto anche l'assessore al Turismo. «L'Arco Naturale è uno dei nostri luoghi sacri - ha commentato Antonino Esposito - dopo molti anni lo abbiamo reso sicuro, investendo grandi risorse pubbliche e riqualificando l'intera la zona. Non permetteremo che la prepotenza di un privato tolga quello che in questi anni era stato finalmente restituito alla comunità e agli ospiti della nostra isola».