Troppi spettacoli al Teatro antico di Taormina? Sì secondo il sindaco Mario Bolognari, col rischio di danneggiare il monumento e la città. Bolognari, che ha inviato una lettera al governatore per chiedere che siano autorizzati meno spettacoli, apre un dibattito sul tema degli spettacoli nei luoghi d'arte. «Il turista che va a Siracusa per le tragedie è sicuro della qualità dell'offerta teatrale - dice Bolognari - A Taormina, in questo modo, non può esserlo: manca una direzione artistica unica che garantisca la qualità degli spettacoli e lo spettatore può sentirsi ingannato. Ma non solo, la città non è in grado di gestire un tale afflusso di persone». Argomenti che trovano subito il consenso dell'assessore ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, che ha subito accordato la riduzione degli eventi al teatro: «Non saranno più di 30 il prossimo anno - annuncia l'assessore Anfiteatro Sicilia, composta dall'assessorato al Turismo e da quello dei Beni culturali della Regione, vaglierà le proposte in base ad un'unica priorità: la tutela del bene archeologico». Il fascino della pietra antica è di di grande effetto ma i luoghi per quanto magici restano fragili: «Non sono indistruttibili, bisogna per forza evitare che subiscano una pressione antropica superiore ai limiti. Dobbiamo attenerci alla carta di Segesta: bisogna stabilire la compatibilità degli spettacolo con i monumenti. E i teatri in pietra hanno una capacità ridotta, non possono essere utilizzati per eventi di massa». Una politica culturale che sembra andare in direzione opposta a quella sempre più diffusa nel mondo di "sdrammatizzare" il bene artistico. L'esempio più recente è quello del Louvre, diventato set del video di Beyoncè e Jay Z, con entrata economica golosa per il museo parigino, e ancora più goloso è stato il numero di visualizzazioni che ha registrato il video dei due artisti americani: un boost divulgativo senza precedenti perfino per il museo più famoso del mondo. Su questa scia si allinea anche il parco di Selinunte che ieri sera ha aperto le porte a Martin Garrix, star della musica elettronica. Ma il direttore del parco arcologico di Selinunte, "teatro" ieri del djset, così come nelle scorse settimane del Google camp, Enrico Caruso, a sorpresa dà ragione a Bolognari: «Più di 50 spettacoli sono troppi, sono perfettamente d'accordo con lui. Vanno limitati e va assicurata la qualità dell'offerta». Opinione che sembra in piena contraddizione rispetto alla scelta di spettacoli estivi a Selinunte: «Stiamo parlando di due eventi l'anno, di più non ne farei. È un'occasione come poche di far conoscere il bene culturale ai più giovani e a fruitori che forse non avremmo mai avuto e di certo c'è anche un ritorno economico, aspetto secondario ma non ininfluente. Non ha senso tenere il monumento dentro il cellophane e proporre solo concerti per pianoforte, che sono di certo molto belli ma solo per un tipo di pubblico ristretto. Nei limiti, tuttavia, di un paio di volte l'anno». D'accordo con Caruso, anche Tusa: «Fare conoscere il monumento a un pubblico più ampio è un'occasione che non possiamo perdere. Nel caso del parco di Selinunte, poi, non c'è nessun pericolo per la tutela, perché gli eventi sono totalmente all'aperto, è evidente che bisogna lo stesso garantire un certo tipo di decoro, ma da quel che so il dj di ieri è un'eccellenza internazionale nel suo ambito».