L'ESPERTO Enzo Boschi, direttore dell'Istituto nazionale di geofisica: «Pericolo reale per i monumenti più antichi come colonne e obelischi» ROMA «La scossa è stata tutto sommato limitata e ha causato danni quasi nulli. Ma Roma può essere interessata da terremoti ben più forti, e mi riferisco a quelli abruzzesi, i cui epicentri sono storicamente anche a meno di una ottantina di chilometri dalla capitale. E quindi il rischio esiste e si può e si deve fare di più per tutelare il patrimonio artistico della capitale». E' questa l'opionione del professor Enzo Boschi (foto Ansa), il fisico bolognese direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Quali opere sono in pericolo? «Credo che vi siano opere strutturalmente delicate come le colonne, gli obelischi, il Colosseo e altri monumenti di epoca romana che l'usura del tempo e l'inquinamento hanno già indebolito e che potrebbero essere danneggiate da terremoti forti come quello che si verificò nel 1915 ad Avezzano. E per evitare questo rischio non basta fare gli scongiuri: è necessario verificare caso per caso la necessità di consolidamenti antisismici, pur se costosi». Naturalmente non è solo il patrimonio artistico della capitale a essere a rischio. «No di sicuro. Situazioni più drammatiche per il patrimonio artistico e abitativo in genere ci sono in Umbria, nelle Marche, in Abruzzo, in Campania, in Calabria e in Sicilia». Ma ha senso mettere in sicurezza un monumento piuttosto che una casa? A suo avviso quali sono le priorità? «La prima cosa da fare da parte dello Stato è mettere in sicurezza gli edifici strategici come le prefetture, i comuni, gli ospedali, le caserme delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, le scuole, gli ospizi. Ma al tempo stesso sarebbe giusto anche intervenire per tutelare i monumenti più significativi, che sono un importante patrimonio della nazione». E le abitazioni private? «Sicuramente, come si fa negli Stati Uniti, sarebbe opportuno incoraggiare almeno una forma volontaria di assicurazione contro le calamità naturali. Non sono neanche spese altissime, ma in tanti hanno riserve nel farle e non solo per mancanza di attenzione, ma per il fatto che molti vivono in condomini nei quali è difficile avere una maggioranza tale da decidere interventi di questo tipo». Dopo il terremoto di S. Giuliano l'Italia ha però approvato una normativa rigorosa. «La nuova normativa antisismica è la più avanzata al mondo. Ma allo stato attuale è una ordinanza della presidenza del consiglio che deve essere recepita dalle regioni e so che nell'applicazione ci sono delle difficoltà». Alessandro Farruggia
Arte senza difesa, servono più fondi
Il direttore dell'Istituto nazionale di geofisica, Enzo Boschi, ha espresso preoccupazione per il patrimonio artistico di Roma a seguito del terremoto che ha colpito la regione. Boschi ha affermato che il rischio di terremoti più forti, come quelli abruzzesi, esiste e che è necessario fare di più per tutelare i monumenti più antichi come colonne, obelischi e il Colosseo. Ha suggerito di verificare caso per caso la necessità di consolidamenti antisismici per opere strutturalmente delicate.
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