Il numero più elevato di beni culturali a rischio frane e alluvioni si registra in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania e Liguria, mentre Ferrara figura tra le città d'arte collocate nella fascia di rischio medio. A evidenziarlo è il rapporto Ispra "Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori a rischio" presentato alla Camera dei Deputati. Dati che confermano la necessità di mantenere alta l'attenzione sul contrasto al dissesto idrogeologico.L'analisi riporta che i beni culturali minacciati da frane e alluvioni in Italia sono complessivamente 80mila, tra scenari di pericolosità elevata, media e bassa. Per quanto riguarda i rischi per i beni culturali derivati dalle alluvioni, il rapporto Ispra spiega che il numero più elevato si registra in Emilia-Romagna, Veneto, Liguria e Toscana. Tra i comuni con più elevato numero di beni culturali a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità media figurano le città d'arte di Venezia, Ferrara, Firenze, Genova, Piacenza, Ravenna e Pisa. Per la salvaguardia dei beni culturali, anche lo scenario a scarsa probabilità di accadimento assume una particolare rilevanza, tenuto conto che in caso di evento i danni al patrimonio culturale sarebbero inestimabili e irreversibili.Numerosi sono inoltre i borghi storici interessati da fenomeni franosi innescatesi o riattivatisi anche negli ultimi anni, quali ad esempio la rupe di San Leo, in provincia di Rimini, Volterra (Pisa) e Civita di Bagnoregio (Viterbo). Negli ultimi decenni diversi centri storici sono stati oggetto di interventi di consolidamento e riduzione del rischio idrogeologico, come a Certaldo (Firenze), Todi (Perugia) e Orvieto (Terni).