Dopo la denuncia del «Corriere» sul degrado del monumento. Diverse valutazioni sull'apertura fino alle 2 per la «Notte Bianca» Il soprintendente Strinati ammette: dobbiamo riequilibrare i fondi La direzione del museo ha espresso parere contrario: «Rischi troppo grandi». Ma per il soprintendente Claudio Strinati, responsabile del Polo museale di Roma e a capo anche di Castel Sant'Angelo, la «Notte Bianca» nella Mole Adrianea «probabilmente» si farà lo stesso. «Vorrà dire che aumenteremo la custodia». Il braccio di ferro è sorto all'indomani dell'inchiesta del Corriere, che ha denunciato il degrado in cui versa il terzo monumento più visitato di Roma. «Rutti -elione interverrà», assicurano al ministero per i Beni culturali. Intanto è polemica sull'autonomia che il Castello ha perso dal 2001. Gli incassi (tre milioni l'anno) sono ora ripartiti tra otto musei. «Occorre un riequilibrio dei finanziamenti», ammette Strinati. Castel Sant'Angelo, il giorno dopo. Il grave stato di degrado in cui versa il terzo monumento più visitato di Roma, come denunciato ieri da un'inchiesta del Corriere della Sera, suscita reazioni al ministero per i Beni Culturali, cui spetta la responsabilità di uno dei luoghi d'arte più celebri al mondo. «Della questione è stato informato il ministro Buttiglione». rispondono ai Beni Culturali. «Il ministro è fuori Roma, presto sarà a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione, ma è certo che prenderà provvedimenti in merito alla denuncia». A parlare è invece Claudio Strinati, responsabile diretto del Castello in quanto soprintendente a capo del Polo Museale Romano; una «cordata» di musei dei quali fa parte, dal 2001 (per decisione di un decreto dell'ex ministro Urbani), anche il Castello, che ha così perso la sua autonomia. «Che i mali nascano da lì - risponde Strinati - è solo un'opinione della direttrice. Rispettabile. Ma io non la condivido». Il Castello, però, incassa tre milioni dì euro l'anno, che il Polo reinveste di fatto su otto musei, altrimenti non autosufficienti (a parte, forse, la Galleria Borghese). «Appunto - conferma Strinati - ora il Castello fa parte di un complesso. È un membro, per quanto il più eminente, di un sistema. Ma gli investimenti importanti si stanno comunque facendo, soprattutto dal 1 gennaio 2005.1 soldi si spendono. Non so dirle quanto. Ma se non si fida di me, chieda al Collegio dei revisori di conti. Il bilancio è perfettamente regolare. Chi dice che non si spendono soldi, non sa quel che dice». La Mole adrianea, per Strinati, non ha neanche bisogno di fondi straordinari. Anche se il soprintendente ammette che «sì, forse è necessario un riequilibrio dei finanziamenti, e soprattutto una razionalizzazione del lavoro». «La ricetta è questa - aggiunge - ed è d'accordo con me anche la direzione regionale (Luciano Marchetti, n.d.r). Per il Castello non è necessario un ritorno a un'autonomia totale, ci vuole però un comitato di gestione che ripartisca meglic le competenze. Finora c'è stato, ma ammette che è stato in parte disarticolato». A malincuore, ms conferma anche il degrado del monumento, il soprintendente «Impiantistica elettrica, sistemi an ti incendio... sì certo. Non mi risulte però - tiene a specificare - che ci sia no affreschi in degrado. E poi vo: parlate solo delle cose negative. C'è una nuova sala di regia per la sicu rezza che funziona alla perfezione E quando poco fa abbiamo presentato il restauro di un affresco nessun giornalista è venuto». Sulla sporcizia e sul resto, Strina ti spiega: «Forse avete visto il monumento nel periodo peggiore. Ci sono dei problemi, è evidente. Ma è ap pena terminata una manifestazione estiva sulle terrazze che magari avrà lasciato qualche conseguenza». Una manifestazione autorizzata da lei? «Sì. Ma porta tanti visitatori». E lei ha chiesto un parere alla direzione del Castello su questa iniziativa (parere consultivo e non vincolante, per legge)? «Sì, l'ho fatto». E cosa hanno risposto? «Lo chieda a loro. E comunque le decisioni alla fine le prende il consiglio di amministrazione del Polo Museale» (un consiglio di cui fanno parte, oltre a Strinati, anche il funzionario più anziano e il direttore amministrativo del Polo, ma non i direttori dei più importanti musei: Borghese e, appunto, la Mole). Intanto si profila anche un braccio di ferro sull'apertura del monumento per la prossima Notte Bianca. «Ho chiesto il parere alla direzione e loro ovviamente hanno risposto che temono ci siano grossi rischi». Preoccupazione che lei condivide? «Credo sia una manifestazione importante. Vorrà dire che faremo uno sforzo e aumenteremo il personale di custodia e vigilanza». La «Notte Bianca» al Castello dunque si farà? «Probabilmente sì». Intanto il Campidoglio, da cui dipende la manutenzione dell'area dei giardini (dimora abituale di tanti senza tetto) fa sapere: «Più volte abbiamo perso provvedimenti. Chiederemo ancora alle forze dell'ordine di aumentare controlli e vigilanza. Noi non possiamo fare operazioni di polizia».
Castel Sant'Angelo, i suoi incassi a otto musei
Il Corriere della Sera ha denunciato il degrado del Castel Sant'Angelo, il terzo monumento più visitato di Roma. Il soprintendente Claudio Strinati ammette che il Castello ha bisogno di un riequilibrio dei fondi e una razionalizzazione del lavoro. La direzione del museo ha espresso parere contrario, che i rischi siano troppo grandi. Strinati afferma che il Castello non ha bisogno di una totale autonomia, ma un comitato di gestione che ripartisca meglio le competenze. Il Castello incassa tre milioni di euro all'anno, che il Polo Museale Romano reinveste su otto musei. La Mole Adrianea, per Strinati, non ha bisogno di fondi straordinari.
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