Il direttore Maurizio Munda «Ci sono materiali ordinati ed elencati che attendono da molto tempo una sistemazione idonea» MASSA - Il direttore dell'archivio di stato di Massa Maurizio Munda risponde alle polemiche sull'intenzione di sistemare a archiviare l'archivio comunale a cura di una Onlus. «Questa direzione precisa di non avere mai ricevuto alcuna richiesta di intervento da parte di alcuna Onlus, richiesta che tra l'altro non va avanzata all'Archivio di Stato ma alla Soprintendenza Archivistica di Firenze, competente in materia in quanto si tratta di archivi di enti pubblici non statali», scrive Munda. «Il problema sollevato - aggiunge -è però occasione per fare chiarezza sulle vicende dell'archivio del comune di Massa. Qui per decenni (dagli anni '70 al 2014) non è stato fatto alcuno scarto, e gli archivi di deposito spesso sono stati trascurati, in alcuni casi hanno subito danni da alluvioni e da dispersioni, sono stati spostati da una sede all'altra senza alcuna autorizzazione. Solo nel 2014, su segnalazione di una scrupolosa dipendente comunale, incaricata di scartare ciò che non serviva allo scopo di creare nuovo spazio, venne interessata la Soprintendenza che autorizzò un archivista del locale Archivio di Stato a coordinare i lavori di scarto e di riordinamento. Pur tra alterne vicende e non pochi problemi, a disposizione dell'archivista vennero messe a disposizione alcune persone interne ed esterne alla amministrazione civica, e a fine 2016 il lavoro è stato concluso. Al momento nel deposito della polizia municipale alle Jare, c'è da sgomberare il materiale già autorizzato allo scarto fin dai primi mesi del 2017, mentre nei sotterranei di palazzo civico, nella ex scuola Alfieri e nei locali alle Polle, tutto il materiale riordinato ed elencato, da anni attende una sistemazione definitiva in scaffalature poste in locali idonei che, per umidità e sicurezza, non possono essere le ex celle frigorifere del mercato».