Chi ha chiesto il condono ambientale (con lavori eseguiti al 30 settembre 2004 e domanda spedita entro il 31 gennaio 2005) ha scommesso sulla compatibilità paesaggistica dell'intervento. Questo accertamento di compatibilità avverrà secondo linee guida che alcune Regioni e Province autonome posseggono. Si tratta di criteri simili a quelli utilizzati per esprimere pareri sui progetti che potranno anche contenere prescrizioni per la mitigazione degli effetti più invasivi degli abusi. In Lombardia vi sono linee guida dal luglio 1997, integrate con delibera della giunta regionale 8 novembre 2002, dove si esige un'analisi descrittiva del paesaggio, il rispetto dei caratteri strutturali (storici e naturali) dell'area interessata, con assonanza con le peculiarità morfologiche dei luoghi. L'accordo tra Stato, Regioni e province di Trento e Bolzano 19 aprile 2001 prevede la riqualificazione delle parti compromesse o degradate. L'accordo tra ministero dei Beni culturali e la Regione Emilia Romagna 9 ottobre 2003 prevede la conformità dell'intervento alle prescrizioni contenute nella pianificazione di riferimento, la coerenza con obiettivi di qualità paesistica, la congruità con i valori riconosciuti dal vincolo e, infine, la correttezza, formale e sostanziale, dell'intervento quanto all'inserimento nel contesto urbano, paesaggistico e ambientale. Infine, la regione Toscana, con la legge 105, richiama l'esigenza di conservare caratteri connotativi delle aree tutelate per legge. Su tutto il territorio nazionale, in assenza di norme di dettaglio, vale l'articolo 146 del Testo unico 4204, che impone compatibilità, congruità e coerenza dell'intervento rispetto a valori e obiettivi paesaggistici. GU. S.