Dal primo novembre il direttore lascia la Reggia di Caserta: "Peccato, ma chi verrà dopo di me, troverà tanti progetti avviati" "Mi cercherò un altro lavoro, mica vado in pensione a 66 anni". Mauro Felicori è al lavoro nella sua stanza alla Reggia di Caserta. Posto che dovrà lasciare dal primo novembre perché la legge sul pubblico impiego non ammette deroghe: a 66 anni e 7 mesi scade il suo contratto con il ministero dei beni e della attività culturali come direttore per raggiunti limiti di età, un anno prima della scadenza prevista a fine 2019, quando si chiuderà il primo quadriennio che ha visto in 20 grandi musei italiani insediarsi altrettanti direttori autonomi. In Campania, come si ricorderà, nel 2015 oltre a Felicori arrivarono Paolo Giulierini (Museo archeologico nazionale di Napoli), Sylvain Bellenger (Capodimonte) e Gabriel Zuchtriegel (Paestum). Una novità accolta con moderato entusiasmo e molte resistenze, sia all'interno del ministero che fuori. Poi, la "rivoluzione" targata Franceschini ha contagiato e "convinto" molti, soprattutto i cittadini che ancora l'altro ieri hanno premiato il nuovo corso dei musei, con 9.784 visitatori per la domenica gratuita, forse l'ultima. Felicori lascia, ma non esclude di restare in Campania. "Dove andrò? Dove mi offriranno qualcosa. Sono pronto. Mi occupo non solo di musei in senso stretto, ma di creazione di imprese culturali, di rete Unesco. Vediamo". Ieri mattina il direttore ha ricevuto da Roma il responso a un quesito che aveva sollevato: posso completare il mio incarico e arrivare a fine 2019 anche se superò l'età pensionabile, visto che ho un contratto di quattro anni? Risposta da Roma: no. Quindi il 31 ottobre sarà l'ultimo giorno da direttore della Reggia. Rimpianti? "Ma è tutto un rimpianto - dice - tanti esperti dicevano che già quattro anni sono pochi per un'esperienza manageriale, ancora di più per un monumento colossale come la Reggia, una città vera e propria. Mi dispiace andare via prima, certo. Ci sono problemi ogni giorno, certo, ma anche tanti progetti e tante ragioni che danno nuovo entusiasmo e ti fanno correre. ecco, avrei voluto correre di più. Ma lascio a chi viene dopo di me una serie di semilavorati da portare a termine. Il mio successore troverà un'inerzia positiva. Mi auguro solo venga scelto con lo stesso tipo di selezione pubblica con la quale siamo stati scelti noi direttori. Hanno fatto bene Bellenger, Giulierini, Zuchtriegel, lo ha continuato a fare Osanna, lo farà Sirano a Ercolano. Se ha prodotto ottimi risultati, la linea della selezione pubblica va confermata". In realtà i tempi ora appaiono troppo brevi per la successione. Quasi certamente si andrà verso un interim. Tra i corridoi del palazzo progettato da Vanvitelli c'è incredulità. "Ma come il direttore va via?" dice una custode in servizio negli Appartamenti reali. C'è anche chi esulta come il sindacato Uil ("Non lo rimpiangeremo affatto" dice Angelo Donia). Pochi giorni fa il licenziamento di sei custodi per assenteismo, ora la partenza del direttore. Non sono giorni facili per la Reggia. Confida Felicori: "La mia esperienza sin dall'inizio si è condita di aspetti sentimentali. Io, il bolognese che si appassiona, il tortellino e la mozzarella insieme. Una piccola favola, una storia sentimentale che si chiude, anche se qui non ci sono tradimenti...". Felicori non nasconde une certa melanconia. "Giorni fa ero a Cagliari a un'iniziativa, mi hanno riconosciuto alcuni cittadini di Caserta e mi hanno ringraziato. Ma senza il personale della Reggia io non avrei fatto nulla, ho inserito fiducia dove c'era rassegnazione". Dice Sylvain Bellenger: "Felicori ha sempre dimostrato un grande senso del bene pubblico, energia e coraggio nell'affrontare le difficoltà anche con un grande senso dell'ironia. Il sua mandato è stato troppo breve, lascia la Reggia di Caserta molto meglio di come l'aveva trovata . Grazie Mauro per tutto il lavoro fatto". Aggiunge Paolo Giulierini: "Una grande perdita. Uno straordinario manager che ha insegnato come un monumento può essere il traino culturale e sociale di un territorio". Prima di andar via, il direttore fissa un obiettivo: la collezione Terrae Motus. "Migliorerò l'allestimento, la sicurezza e l'illuminazione. Incaricheremo un grande progettista per allestimento definitivo e ripristinerò il Comitato artistico con gli artisti che hanno lavorato con Lucio Amelio. Sarà la cifra del mio addio alla Reggia".