Ha fatto il giro del mondo la 'caccia' alla Battaglia di Anghiari. Il quotidiano inglese «The Guardian», come anche il «Washington Post» e l'autorevolissime «Times» on line, hanno riportate con dovizia di dettagli la controversa vicenda legata l'affresco perduto di Leonardo da Vinci. Quel capolavoro mai visto (in alto, due disegni preparatori) che il genio toscano dipinse sulla parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dove oggi campeggia l'inquietante «Battaglia di Marciano» di Giorgio Vasari (nella foto in alto a destra). Un giallo che va avanti da trent'anni grazie alla tenacia di Maurizio Seracini, 59 anni, fiorentino, laurea in ingegneria elettronica a Padova e in ingegneria biomedica a San Diego, California, docente in scorso, a mezzo millennio dal primo 'colpo di pennello' di Leonardo in Palazzo vecchio, l'ingegner Seracini rivelò (affiancato dal professor Rab Hatfield, docente di storia dell'arte alla Siracuse University di Firenze) l'ultima scoperta: una intercapedine di una quindicina di centimetri tirata su dal Vasari per dipingere gli affreschi ordinati da Cosimo de' Medici. «Là dietro si potrebbe celare il Capolavoro l'annuncio dell'esperto di diagnostica sui beni artistici . E' possibile che esitano ancora tracce della Battaglia di Anghiari di Leonardo nel Salone dei Cinquecento, più precisamente nella parte destra della parete Est. Sotto il Vasari». La prova? Le ricerche scientifiche condotte da Seracini negli ultimi trent'anni, utilizzando macchinari e tecnologie 'rubate' al settore medico e militare. «Cerchiamo una pittura nemmeno tanto piccola, larga circa 5 metri e alta 3», le parole dei due studiosi durante la conferenza a Palazzo Medici Riccardi, ospiti della Provincia: 15 metri quadri di meraviglia con cui Leonardo doveva avei iniziato la sua grandiosa decorazione murale (per il cartone preparatorio sembra che Leonardo abbia usato almeno 950 fogli reali bolognesi, capaci di coprire oltre 200 metri quadrati). Rivelazioni capaci di riaccendere la battaglia: alle parole del presidente della Provincia Matteo Renzi («sono fiero del privilegio di aver assistito alla presentazione e ospitato il convegno sul capolavoro scomparso»), ha fatto seguito la secca(ta) replica dell'assessore alla cultura del Comune, Simone Siliani: «Valuteremo queste rivelazioni, ma è un po' originale che i risultati di studi in Palazzo Vecchio si conoscano altrove». Ruggini antiche per una 'caccia' che sta facendo il giro del mondo.