Al via tra un paio di mesi un giro di vite per la fruizione del Teatro Greco. Nell'ambito del progetto Arcus dell'Inda, la Soprintendenza sta predisponendo un "percorso obbligato" cui turisti e visitatori della cavea ellenica più famosa del mondo, dovranno attenersi per accedere al monumento. Chi volesse ammirare il magnifico sito nella sua grandiosità, potrà accedere solo nel corridoio centrale del teatro, nell'area che divide in due il monumento ed è chiamata "diazoma" oppure scegliere di sostare nella zona della Grotta del Ninfeo, nella parte superiore. Restano preclusi i gradoni in pietra. Il teatro greco di Siracusa ha bisogno di maggiore tutela. L'accesso indiscriminato di turisti e visitatori alla cavea ellenica più famosa del mondo, necessita di una regolamentazione. Alla luce di questi presupposti, la Soprintendente dei beni culturali di Siracusa, Mariella Muti, in perfetta sinergia con il sindaco nonché presidente Inda Titti Bufardeci, sta predisponendo un significativo giro di vite alla fruizione del più prestigioso monumento aretuseo. Via le scalette in legno che permettono l'accesso ai sacri gradoni dove sedevano Cicerone e Sofocle. Una volta ultimato il progetto, sarà possibile ammirare il monumento solo seguendo un "percorso obbligato" indicato dalla relativa segnaletica, che l'ente di tutela concorderà, in questi giorni, anche con le guide turistiche. «Per avere una idea della grandiosità del teatro - spiega la soprintendente Mariella Muti - è sufficiente piazzarsi al centro del corridoio centrale che divide il teatro». Quest'area del prestigioso sito è chiamata "Diazoma" ed è quella prescelta dai tecnici per permettere ai turisti di godere del magnifico monumento nella sua interezza, senza intaccare , in alcun modo, il suo stato di conservazione attuale. Unica eccezione sarà fatta, pur se con le consuete cautele, rilevano dalla Soprintendenza, in occasione delle rappresentazioni classiche, considerate esse stesse una "istituzione culturale" da incentivare e promuovere. L'ente si muove nell'ambito di un progetto dell'Arcus, la società pubblico-privata che finanzia le opere rivolte alla valorizzazione dei beni culturali, la stessa che si occupa dell'allestimento e delle attrezzature necessarie alla messa in scena degli spettacoli Inda. Per perseguire l'obiettivo salvaguardia è stata sfoderata anche l'alta tecnologia ed è sceso in campo un consulente d'eccezione. Per le indagini preliminari, infatti, sarà utilizzato uno scanner laser tridimensionale dalle prestazioni eccezionali, in grado di rilevare fino a cento punti per centimetro quadro. Nessuna debolezza strutturale causata dall'uomo potrà sfuggire al sofisticato strumento soprattutto quando ad affiancarlo ci sarà anche un occhio umano come quello di Lorenzo Lazzarini, vale a dire, di uno dei più grandi esperti al mondo quanto a "pietre" e marmi antichi, cui l'Inda ha affidato il delicato incarico. Ogni "punto critico" del teatro Greco sarà passato al vaglio, monitorato e comparato con uno studio, dalle finalità similari, che l'ex Soprintendente Giuseppe Voza commissionò dieci anni fa.
Un progetto per tutelare le antiche pietre
La Soprintendenza dei beni culturali di Siracusa sta predisponendo un "percorso obbligato" per la fruizione del Teatro Greco, per garantire la tutela del monumento. I turisti e visitatori dovranno accedere solo al corridoio centrale del teatro, chiamato "diazoma", o alla zona della Grotta del Ninfeo. I gradoni in pietra restano preclusi. Il progetto è parte del programma Arcus, che finanzia le opere di valorizzazione dei beni culturali. La Soprintendente Mariella Muti ha spiegato che il teatro può essere ammirato solo seguendo il percorso obbligato indicato dalla segnaletica.
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