Livorno. Dalla riqualificazione di piazza Dante al recupero di una parte delle Terme del Corallo. Dalla realizzazione del nuovo Mercato Ortofrutticolo, alla ricostruzione del blocco della Chiccaia e alla pedonalizzazione della Bellana: sono questi alcuni dei dieci progetti messi a punto dall'amministrazione e che compongono il "Programma straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie". Un piano di interventi che il Comune, esattamente il 29 agosto 2016, aveva sottoposto alla valutazione della Presidenza del consiglio, per accedere ai finanziamenti statali. Ottenendo poco meno di 18 milioni di euro dal Governo, che avrebbero permesso di cofinanziare progetti per un totale di oltre 41 milioni di euro. Usiamo il condizionale perché oggi è obbligatorio farlo: il Senato, nella giornata di mercoledì, in sede di conversione del decreto legge Milleproroghe ha infatti approvato un emendamento in cui è previsto il differimento fino al 2020 dell'efficacia delle convenzioni coi Comuni capoluogo per i finanziamenti sul Bando periferie. La convenzione, per quanto riguarda Livorno, era stata trasmessa dall'amministrazione livornese alla Presidenza del consiglio dei ministri il 29 novembre scorso, con Nogarin che nei primi giorni del dicembre 2017 aveva annunciato la buona notizia ai cittadini: « Grazie a questo pacchetto di interventi su cui abbiamo lavorato intensamente dall'estate 2016 - aveva dichiarato all'epoca il primo cittadino - disegneremo la Livorno del futuro. Una città più bella, moderna e solidale, attrattiva per i turisti e allo stesso tempo accogliente per chi si trova in difficoltà». Al di là di quelle che possono essere le responsabilità di questa situazione di impasse (tra il governo M5s-Lega e le opposizioni guidate dal Pd c'è un reciproco sambio d'accuse) c'è il problema che questi progetti rischiano di restare nei cassetti del Comune o, nella migliore delle ipotesi come auspica il sindaco Filippo Nogarin, saranno comunque realizzati ma in serio ritardo visto lo slittamento di due anni dell'efficacia delle convenzioni per ottenere i contributi. E così Livorno deve per il momento rinunciare - a meno che non venga trovata una soluzione che sblocchi il tutto - ad abbattere e ricostruire il complesso della Chiccaia. Niente da fare neppure per la Sala della mescita, una delle più belle del complesso delle Terme del Corallo. Niente da fare per il Mercato Ortofrutticolo, un'opera che deve rilanciare l'economia locale del settore garantendo anche la riqualificazionea della vecchia sede in zona Garibaldi. Restano inoltre in rampa di lancio il completamento del ponte sul canale di viale Caprera in Venezia e la costruzione della Ciclostazione, oltre che il rifacimento di piazza Dante. L'unico progetto un po' avanzato è invece quello della pedonalizzazione del controviale a mare della Bellana. Oggi di tante speranze questo ci resta: un po' poco per la verità.