L'impalcatura è pronta e due restauratori saranno al lavoro da lunedì per effettuare una prima ricognizione. Poi, dopo una pausa per le vacanze, il cantiere entrerà nel vivo a partire dal 27 agosto. L'obiettivo è valutare lo stato di conservazione della facciata di Palazzo Madama e mettere in sicurezza eventuali parti a rischio. Ma non è che l'inizio. L'intervento, reso possibile grazie allo stanziamento di 120 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Crt, prelude infatti al restauro vero e proprio del capolavoro juvarriano, previsto per la fine del prossimo anno, quando sarà indetta una gara europea. Il cantiere-studio è stato intanto affidato a un gruppo di docenti e allievi del Centro di restauro La Venaria Reale, che in questa prima fase saranno chiamati a verificare le condizioni del marmo di Chianocco utilizzato per la monumentale facciata realizzata su committenza della madama reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemour. Una pietra economica, molto porosa e fragile, che da tempo mostra segni di cedimento. L'ultimo restauro totale risale al 1997, poi 8 anni fa furono eseguiti alcuni lavori parziali. Ma adesso bisogna tornare a mettere mano al rivestimento, per tassellare e riattaccare le lastre pericolanti. Qualche pezzo si è già staccato negli anni passati e, dopo i controlli di rito con il braccio meccanico, è stato recuperato per essere conservato nei magazzini del museo. «Tra tre anni concluderò il mio mandato aveva detto il direttore Guido Curto e vorrei lasciare Palazzo Madama avendo risolto il centenario problema della fragile facciata di marmo di Chianocco, usato dai Savoia in nome di quella che oggi avremmo definito "spending review"». Intervento che può partire grazie al sostegno della Fondazione Crt, che in 32 anni, dal 1986 a oggi, ha stanziato ben 14 milioni di euro per azioni di restauro e riallestimento del Museo civico d'Arte antica.