Sat e Alpenverein promuovono il progetto romano. Facchini: le emergenze sono tante TRENTO. Riflettere sulla montagna a livello nazionale? «È indubbio ce ne sia bisogno». Anna Facchini, presidente della Sat, degli Stati generali lanciati dalla ministra ancora non ha sentito parlare: «Le emergenze paesaggistiche sono molte, ben venga un tavolo dove far emergere le differenze» osserva. Anche se i problemi comuni non mancano: «Penso alla risorsa acqua o a quale modello di sviluppo per il territorio montano possa essere sostenibile». Ambiente e tutela, tuttavia, secondo Facchini sono parole sempre meno presenti nelle agende dei politici, nazionali e locali: «Su quale modello di sviluppo puntare? È una domanda che non si pone nessuno lamenta la presidente un qualsiasi politico che voglia governare questo territorio dovrebbe chiedersi se sia sostenibile continuare a puntare su un'economia invernale che vede nello sci alpino il suo asse portante. Ci sono zone di eccellenza in Trentino nelle quali è opportuno investire in qualità, ma altre in cui il turismo invernale può essere legato a forme diverse di fruizione». E lo stesso vale per l'estate: «Se prosegue questo caldo molti rifugi avranno problemi con l'approvvigionamento idrico» evidenzia Facchini. Insomma, un tema cardine rimane la riflessione su quale sia il tipo di frequentazione della montagna che si vuole perseguire. Concorda con Simone Moro, inoltre, nel sostenere che nelle scelte che riguardano la montagna sia necessario coinvolgere chi la abita (Corriere del Trentino di domenica). «Ma in provincia gli strumenti partecipativi non mancano, si pensi a tutti i tavoli che sono stati fatti quando sono stati presentati i piani parco ricorda Facchini mi sembra un po' demagogica, invece, la posizione di Moro sulla chiusura dei passi: anche in questo caso credo che le valli e le amministrazioni interessate siano state allertate e informate per tempo. La Sat, inoltre, già nel 2013 aveva pubblicato un documento sui grandi carnivori proponendo, senza timore, di studiare dei metodi per la gestione degli esemplari problematici». E l'annuncio della ministra viene accolto con grande soddisfazione anche dagli operatori altoatesini. Per Georg Simeoni, presidente di Alpenverein Südtirol, l'iniziativa «rappresenta un'ottima opportunità per portare ai massimi livelli istituzionali quelle che sono le istanze e le necessità dei rilievi altoatesini». Come nota però il presidente, «c'è una grande differenza tra quelle che sono le esigenze della montagna che noi abbiamo qua e quella che ci sono nel resto d'Italia. Nel resto d'Italia il territorio montano è spesso abbandonato, lì posso immaginare ci saranno richieste molto forti». Che in Alto Adige venga prestata grande attenzione alla montagna è dimostrato anche dal fatto che il turismo alpino rappresenta uno dei maggiori indotti economici della Provincia. La montagna è quindi un vero punto di forza dal quale dipendono buona parte dei settori dell'economia altoatesina. E proprio questo fattore per il presidente di Alpenverein se non adeguatamente regolato può diventare un problema: «Qui abbiamo altre problematiche rispetto al resto d'Italia prosegue il presidente di Alpenverein . Abbiamo innanzitutto una presenza di turismo probabilmente troppo grande che bisognerebbe cercare di regolare e diminuire. Penso specialmente al turismo in bicicletta. La questione più importante è poi la tutela dell'ambiente, una cosa fondamentale dalla quale dipende ogni altra mossa. Ci sono poi casi in cui c'è chi vede la montagna solo come un modo per fare soldi e in questi casi può capitare che il rispetto per la natura sia ridotto. In Alto Adige questo aspetto è marcato», conclude.