L'appello è rivolto al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, al ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli (oggi alla Biblioteca Nazionale di Napoli per un'occasione leopardiana) al Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli. Ed è sottoscritto da associazioni civiche e da centinaia di firme di intellettuali napoletani che contestano il progetto di «riqualificazione» di via Partenope. «Un tratto del monumentale lungomare che va da Mergellina al Molosiglio dove si prevede il restringimento della carreggiata dagli attuali 17 a soli 6 metri, senza tener conto del fatto che la strada si trova tra due zone a rischio vulcanico, vesuviana e flegrea. Inoltre l'ampliamento del marciapiede interno da 5 a 12 metri è funzionale alla sua occupazione da parte degli esercizi commerciali che lo utilizzeranno: un caso di facilitazione di un interesse privato limitato ai gestori dei ristoranti, ed allo scopo di fare cassa con la relativa occupazione di suolo, in evidente contrasto con lo spirito che guida l'impiego dei fondi Pon Metro, da destinarsi ad opere di largo interesse collettivo». «Inoltre il progetto costituisce un intervento su scala urbanistico-ambientale che stravolge uno degli aspetti identitari di Napoli, l'immagine urbana e paesistica per cui è celebre nel mondo» si sottolinea nella lettera . «Via Partenope ha gli stessi caratteri stilistici di via Caracciolo, della quale è unitaria continuazione, ed è inimmaginabile che possa assumere forme e colori diversi, cambiandone la pavimentazione e restringendone la carreggiata per allargare i marciapiedi. Se si attuasse tale sciagurato progetto, il fronte litoraneo della città perderebbe il suo respiro spaziale ed il suo valore di percorso continuo, così come si coglie nella straordinaria passeggiata da Mergellina all'incrocio con via Acton». Ci si appella dunque al al Governo «perché impedisca qualsiasi modifica del lungomare». Seguono le firme dei presidenti dell'Assise di Napoli e di un'altra serie di associazioni fra cui il Comitato Centro Storico Unesco, Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli, Insieme per Napoli, Napolipuntoacapo. Quindi le firme di intellettuali, cittadini, attivisti.