«Sala delle Dame, le verifiche evidenziano diverse manchevolezze del direttore Felicori» «Le verifiche ispettive condotte da questo segretariato generale sul crollo avvenuto nell'appartamento Reale della Reggia di Caserta, Sala delle Dame, il 10 dicembre 2017, hanno evidenziato diverse manchevolezzeomissioni da parte del direttore della Reggia, dottor Felicori». NAPOLI. «Le indagini e le verifiche ispettive condotte da questo segretariato generale sul crollo avvenuto nell'appartamento Reale della Reggia di Caserta, Sala delle Dame, il 10 dicembre 2017, hanno evidenziato diverse manchevolezzeomissioni da parte del Direttore della Reggia, dott. Felicori, sia per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori e dei visitatori, sia per quel che concerne la salvaguardia e la conservazione del bene culturale». Il resoconto degli ispettori ministeriali, capeggiati da Gabriele Capone, già capo della segreteria dell'ex sottosegretario alla Cultura, Antimo Cesaro, risuona come una severa bocciatura della gestione di Mauro Felicori: il direttore che dalla data del suo insediamento ha ingaggiato un coraggioso braccio di ferro con gli addetti alla custodia della Reggia. Ora tra i suoi collaboratori circola voce che potrebbe addirittura lasciare anzitempo il suo incarico di direttore generale della Reggia di Caserta, prima della scadenza dell'anno prossimo. D'altronde riferiscono si sente lasciato solo nelle sue battaglie, anche perché il governo pentaleghista, a differenza di quello renziano, non ha mostrata sinora alcuna intenzione di continuare a celebrare come un miracolo dell'efficientismo i direttori della riforma Franceschini. Eppure, Felicori, bolognese, ha fatto registrare record su record di visitatori, promuovendo con grande energia, nei circuiti internazionali, la Reggia di Caserta. Ma sulla sua direzione sono piovuti anche gli effetti di alcuni avvenimenti di particolare gravità: il furto, avvenuto lo scorso 10 giugno, di due figurine facenti parte dell'opera «ex voto» dell'artista Christian Boltanski, appartenente alla collezione Terrae Motus, ed appunto il crollo degli intonaci, verificatosi lo scorso 10 dicembre 2017, nella Sala delle Dame: un ambiente di passaggio per i turisti che collega le stanze del Settecento a quelle della biblioteca. La relazione degli ispettori del ministero dei Beni Culturali è datata il 10 luglio scorso. In essa si riporta l'esito del sopralluogo effettuato il primo febbraio 2018, a due mesi circa dal crollo nella Sala delle Dame. In quella circostanza venne giù l'intero pannello d'intonaco dell'architrave-piattabanda del vano di una porta-finestra presente nella Sala. Per fortuna nessuno de presenti, né i turisti, né i custodi, furono coinvolti. La sala e le altre sei attigue furono, quindi, poste sotto sequestro dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ipotizzò, a carico di ignoti, il reato di «omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina». Gli ambienti furono poi dissequestrati giusto il tempo per permettere l'esecuzione dei primi lavori di messa in sicurezza, ma poi sono nuovamente tornati i sigilli. I fatti verificati, sostengono gli ispettori, «si prestano, stante la gravità della situazione accertata e delle omissioni elencate, a configurare possibili responsabilità penali a carico dei soggetti responsabili». Per gli ispettori ministeriali la Sala delle Dame sarebbe dovuta essere chiusa prima che si verificasse il crollo. A Felicori viene contestata, infatti, la «non effettuazione, negli anni e fino al crollo di cui è ispezione, sia di un monitoraggio strumentale, sia di un rilievo grafico e fotografico dell'ambiente interessato dal crollo e di quelli adiacenti». Gli ispettori sottolineano anche la pericolosità determinata dalle sconnessioni della pavimentazione delle sale museali per le quali, pur essendo aperte al pubblico, non è stato preso alcun provvedimento definitivo, affidando di volta in volta la cura del percorso dei visitatori all'interno dell'Appartamento Reale alle iniziative estemporanee del personale di sorveglianza: «Si arrangiavano con sedie, paletti e cordoni di fortuna per impedire alla meglio che i visitatori inciampassero sulle mattonelle sollevate». Per poi concludere che «risulta improcrastinabile l'esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e di restauro di tutti gli ambienti dell'appartamento».