L'opera della collezione Celtracon donata alla città vent'anni fa è andata in pezzi. Papa (Cedav) lancia un'idea di recupero Collassata, crollata per incuria o vandalizzata. È andata distrutta per cause da chiarire la grande scultura di Mark Aspinall, le zampe di cavallo in ferro e terracotta collocate nel cortile di via Mazzini. Proprietà comunale, l'opera faceva parte della donazione Celtracon ed era stata donata negli anni '90 alla città dallo scultore Aspinall, nato a Newcastle Upon Tyne in Inghilterra e da tempo radicato in Italia. Restano in terra le macerie. Di sicuro è crollato il basamento e sono andate distrutte parti dell'opera. Il giardino in questo periodo è chiuso perché la sede Agaf non sta ospitando mostre, per cui l'opera al momento è inaccessibile. La si può vedere solo da lontano, dal cancello o dalle mura soprastanti. È auspicabile che quanto prima venga ispezionata da un restauratore e che i frammenti vengano messi in sicurezza nella maniera più adeguata, affinché si proceda al restauro. Aspinall, noto a livello internazionale per le sue sculture aeree e colorate che sfidano punti di vista e percezioni, è un artista noto. Le sue opere sono presenti in musei di arte contemporanea e collezioni pubbliche. A Grosseto, in occasione della rassegna Celtracon promossa dall'ex sindaco Loriano Valentini (era il 1995-6), Aspinall ideò una complessa installazione da esporre all'aperto e intitolata "Air, Earth, Fire, Water: quadruptych of the quadruped". Del progetto originale dell'opera scrive Mauro Papa, storico dell'arte e direttore del Cedav, nel suo libro "Grosseto 900, la collezione d'arte delle Clarisse" facevano parte due elementi poi donati all'amministrazione comunale: uno di questi era una grande scultura in ferro e terracotta smaltata ("Air", raffigurante le zampe di cavallo, cm 300x100x300), che all'epoca di Celtracon fu esposta sugli spalti del Bastione del Cassero dove certamente era valorizzata e aveva visibilità. Dopo essere stata prestata nel 1999 alla 39 rassegna della ceramica di Castellamonte di Torino, fu collocata nel cortile di via Mazzini, perdendo di fatto visibilità. Con quest'installazione Aspinall voleva evocare nelle sue forme veloci e nervose il cavallo, materializzando un grande e inarrestabile passo in avanti. Ora che quel passo è crollato, c'è da capire cosa sia successo di preciso (di recente i ladri sono entrati nella sede Agaf) e se l'opera possa essere recuperata. Per Papa, poiché «Air faceva parte di un'installazione più complessa allestita in occasione della mostra internazionale Celtracon sugli spalti del Bastione Cassero», quel che è successo «potrebbe essere l'occasione per restaurarla, riportarla in quel luogo e inaugurare magari un parco d'arte contemporaneo protetto e capace di aggiungere attrattività e valore a quel luogo denso di storia e bellezza».