Piano con 200 mila visitatori, metà negozi già affittati. Nuova governance MESTRE. Alla prima visita al cantiere in frenetico allestimento il nuovo direttore dell'M9 Marco Biscione racconta di essere rimasto «impressionato dalla qualità architettonica e funzionale» degli spazi progettati dallo studio Sauerbach-Hutton. Ma prima ancora di mettere piede a Mestre, l'ex direttore del Museo di Arte Orientale di Torino racconta di aver deciso di candidarsi a guidarlo per «l'eccezionalità» del progetto di museo della storia del '900: «Unico museo multimediale in Italia, unico concentrato sulla contemporaneità e sul futuro e per la prima volta nato per essere volano di riqualificazione urbana e di sviluppo economico», spiega. Lo aspetta «Un compito impegnativo», mette subito in chiaro. Quanto impegnativo lo dice Giampietro Brunello, il presidente della Fondazione di Venezia che ha investito 110 milioni di euro nel progetto («Non un euro in più del previsto, dico con soddisfazione») e che ieri ha presentato Biscione, scelto tra 118 candidati. Per funzionare, la macchina M9 avrà bisogno di 4 milioni di euro l'anno e l'obiettivo della Fondazione è la «sostenibilità»: il progetto dovrà mantenersi da solo, in parte col ricavato dell'affitto dei negozi del Retail Centre, in parte con l'introito dei biglietti: «Saremo da dieci e lode se nel 2019 avremo 200 mila visitatori». I negozi, intanto: un terzo delle aree sono state affittate con contratto formale «per quasi la totalità ci sono trattative in essere». Il Venezia calcio avrà una sede (quella presentata ieri è temporanea) e un intero piano è prenotato da una sorta di incubatore di imprese. La scommessa più grande è sul pubblico perché un museo senza collezione, senza «cose» da mettere in teca, per quanto coinvolgente e stupefacente grazie alla multimedialità interattiva, 3d e intelligente, alla fine rischia l'effetto assuefazione: visto una volta, non ci si ritorna. Ma Brunello ha un piano. Anzi, «il piano», perché il presidente di Fondazione da ieri pomeriggio è il «dominus» e primo responsabile della riuscita del progetto M9: dal notaio è stata infatti costituita la nuova fondazione che gestirà la parte museale, si chiama «Fondazione M9 Museo del '900» e ha una governance essenziale: Brunello presidente, consiglieri la vicepresidente del Cda di Fondazione Venezia Maria Leddi Maiola e Valerio Zingarelli, ad di Polyminia (che a sua volta cambierà nome: si chiamerà M9 Distretto e si occuperà della gestione degli spazi commerciali). Il nuovo organismo farà quello che avrebbe dovuto fare Fondazione Venezia 2000 per M9 di Giuliano Segre (estromessa da Brunello lo scorso anno) e sancisce la «presa diretta», per così dire, di Fondazione sulla gestione di M9. Il presidente detta le linee guida per il direttore: «Due mostre temporanee all'anno al terzo piano. E l'allestimento museale con le otto aree tematiche sarà un lavoro in divenire, che si aggiornerà ogni sei mesi per parlare del futuro: scienza, tecnologia, innovazioni delle imprese». Grazie anche sterminato database di foto e immagini acquisiti da 80 tra i più grandi archivi italiani, da Teche Rai ad Alinari, da Fiat a Luxottica.