Italia Nostra - Onlus Consiglio Regionale Siciliano Caltanissetta, 22 agosto 2005 Non facendosi fuorviare dalle suadenti e peraltro condivisibili premesse, ma andando alla sostanza del disegno di legge di riforma urbanistica, presentato di recente dall'assessore regionale al Territorio e ambiente Francesco Cascio, viene da pensare al "Sicilia delenda est" di antica memoria. Altro che "Identita è futuro". Ad un'attenta analisi del "testo", l'eccessivo, pretenzioso, farraginoso apparato pianificatorio appare funzionale a coprire e ad assecondare ogni possibile "gioco" da realizzare sul territorio isolano, da parte di interessi particolari che, chiaramente, debbono potersi muovere senza vincoli e fastidiosi impedimenti. In contrasto ai principi, ai concetti espressi dalla ricerca disciplinare che legano le future istanze di sviluppo regionale al recupero e alla riqualificazione dei patrimoni insediativi esistenti, alla tutela e valorizzazione delle emergenze architettoniche, paesaggistiche e naturalistiche, dal disegno di legge regionale deriva un'idea generale di ambiente, di spazio, ancora tutto da trasformare, da edificare. Con la proposta di riforma delle "norme per il governo del territorio", voluta dal governo Cuffaro, si determina l'abolizione dell'attuale legislazione urbanistica e la sua sostituzione con uno strumento generico, vago, fortemente ambiguo. Specchio perfetto dei tempi che stiamo attraversando. In Italia e in Sicilia. Leandro Janni Presidente regionale di Italia Nostra Italia Nostra - Onlus Consiglio Regionale Siciliano Uffici - viale Conte Testasecca 44 93100 Caltanissetta ITALIA fax 0934.542677 tel. 0934.554907 cell. 333.2822538 leandrojannitiscali.it
"Sicilia delenda est" - Un commento al disegno di legge di riforma urbanistica regionale
Il Consiglio Regionale Siciliano ha approvato un disegno di legge di riforma urbanistica presentato dall'assessore regionale Francesco Cascio. Il testo è stato criticato per essere eccessivamente pianificatorio e per coprire gli interessi di particolari. L'analisi del testo ha rivelato che il disegno di legge non tutela e valorizza i patrimoni insediativi esistenti, ma piuttosto prevede la trasformazione e l'edificazione di spazi ancora da definire. La riforma delle norme per il governo del territorio abolisce l'attuale legislazione urbanistica e la sostituisce con uno strumento generico e ambiguo.
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