Un Biancone bianchissimo. Da qualche giorno l'opera di Bartolomeo Ammannati in piazza della Signoria si può ammirare a metà senza le impalcature. E il bianco del marmo di Carrara spicca con le sue venature e il suo candore. «La fontana del Nettuno finalmente rivede il cielo», ha scritto su Twitter il sindaco Dario Nardella annunciando lo stato avanzato del restauro che ora continuerà con la sostituzione dell'impianto idraulico, l'installazione di nuove bocchette in acciaio inox e la pulitura dei bronzi. I lavori sono iniziati nel febbraio del 2017 e il costo dell'intervento è di 1,5 milioni di euro arrivati dalla Maison Salvatore Ferragamo tramite Art Bonus. Il progetto è curato dai Servizi tecnici e Belle Arti del Comune e l'impresa esecutrice è la Ram, Restauri artistici e monumentali. Fino ad ora ma si andrà avanti per altri due mesi i visitatori hanno potuto vedere da vicino lo stato di avanzamento dei lavori grazie ad un percorso di visite all'interno del cantiere lungo le impalcature per un inedito tu per tu con i mille dettagli della prima fontana pubblica di Firenze. Il concorso, bandito nel 1559 da Cosimo I de' Medici (il Nettuno riprende proprio i suoi tratti) fu vinto dall'Ammannati che lavorò alla scultura, allegoria della potenza medicea sui mari, tra il 1560 e il 1565 quando fu inaugurata per le nozze tra Francesco I e Giovanna d'Austria. Non tutti i fiorentini apprezzarono e così al Nettuno fu dato il celebre soprannome di Biancone, che ha resistito nei secoli.