Un censimento di edifici di notevole valore architettonico non riconosciuto riapre il dibattito sul Regolamento di C.F. massa. "Attenzione, c'è un tesoretto di edifici storici, villette e palazzi, che rischia di scomparire". Case dei primi del Novecento ( o anche più recenti) che hanno un valore storico-architettonico rilevante, un valore che però le norme urbanistiche non riconoscono. Prevedendo, al contrario, che quegli edifici possano essere anche demoliti per ricostruirci nuovi immobili. È questo l'allarme che Italia Nostra lancia con un dossier inviato al sindaco Francesco Persiani, alla Soprintendenza e alla Regione Toscana dove in questi giorni dovrebbe iniziare l'esame della compatibilità del nuovo Regolamento urbanistico alle norme paesaggistiche regionali. il censimento di italia nostra. Italia Nostra ha realizzato un vero e proprio censimento delle ville da salvare nell'area delimitat dal Viale Stazione-Via Poggioletto-Via Marina Vecchia. Lo ha fatto spiega il presidente Bruno Giampaoli con una ricognizione sul campo e con una comparazione fra la cartografia storica consultabile sul sito internet della Regione Toscana "Geoscopio", e la cartografia del quadro conoscitivo del Piano Strutturale, di supporto al Regolamento urbanistico e, ancora con la cartografiadisciplina tecnica proposta nel Ru adottato nel 2015. Ebbene, secondo l'associazione ambientalista «emergono carenze nel quadro conoscitivo in merito al puntuale riconoscimento del patrimonio storico-architettonico o storico-testimoniale degli edifici isolati e, di conseguenza, della loro mancata tutela da parte del regolamento urbanistico che il Comune di Massa ha in corso di approvazione e di cui si attendono gli esiti della conferenza paesaggistica». In particolare. Italia Nostra rileva «una carenza nello studio del Quadro conoscitivo nel quale sono stati completamente omessi gli edifici isolati costruiti nel periodo storico 1910-1945 e una non corretta identificazione degli immobili storici ante 1910». rischio demolizione. Il mancato riconoscimento di questo patrimonio storico architettonico, sempre secondo Italia Nostra, ha potenziali effetti devastanti «Secondo la normativa urbanistica questi edific rientrano in una categoria di intervento urbanistico ed edilizio che consentirà la loro totale demolizione e ricostruzione, la modifica della sagoma e l'ampliamento fino al 20 della superficie». L'APPELLO. «Chiediamo pertanto che in sede di conferenza paesaggistica il Ministero dei Beni Culturali e la Regione Toscana si facciano carico del problema della tutela di tutto il patrimonio storico-architettonico e di valore documentario sparso e isolato e che chieda al Comune, prima della definitiva approvazione del regolamento urbanistico», è l'appello di Italia Nostra. C.F..