Considera la Nazionale di Firenze la vera biblioteca nazionale italiana. Un patrimonio pregevole da tutelare e promuovere. Non un'operazione scontata però per il filologo e storico Luciano Canfora che spiega: «Per dare un rinnovato appeal a un luogo simile si dovrebbe ripartire da una riqualificazione del percorso educativo che porta a formare il personale bibliotecario. Soggetti con grande competenze che si danno da sempre un gran da fare che in questo modo avrebbero una rinnovata autostima e prestigio». Un altro passaggio vitale che Canfora auspica sta poi «nel moltiplicare nelle biblioteche e quindi anche nella Nazionale al massimo le sale di libero accesso. Sull'esempio di Parigi penso a sale che abbiano una unità tematica il più allargata possibile e che ben sorvegliate consentano di ritrovarsi immersi in centinaia di migliaia di volumi da consultare in libertà. Certo questo implica una gestione diversa degli spazi, e se penso alla Nazionale di Firenze capisco che quelli attuali non sarebbero adeguati». Canfora aggiunge: «Sempre sull'esempio francese si potrebbero creare annualmente degli eventi tenendo conto delle scadenze storiche di anniversari importanti. Così il 2018 lo è stato per la Costituzione e penso a quanti materiali avrebbero potuto costituire l'occasione per mostre didatticamente ben illustrate appetibili da un pubblico altro da quello dei lettori o dei ricercatori abituali». Poi l'auspicio finale: «Un sistema integrato che partendo dalle biblioteche minori, magari quelle dei licei, stimolino un contatto empirico dei ragazzi con luoghi strutturati come la Nazionale. Chiamandoli magari a collaborare con responsabilità per poi gestire con impegno il patrimonio del singolo istituto».