La riposta all'appello degli 87 intellettuali: «Tra il 2019 e il 2021 previste 4 mila assunzioni per i Beni culturali» Bonisoli: due concorsi salva-Biblioteca. E un'idea: farci lavorare i docenti precari Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli si sveglia, apre i giornali e legge l'appello per salvare la Biblioteca Nazionale. Poi va a Montecitorio ed esordisce così davanti alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, che lo aspettano per un'audizione: «Oggi 87 esperti internazionali mi sottopongono il problema della Biblioteca Nazionale dicendo in parole povere: o troviamo alla svelta il personale che serve per tenerla aperta o rischiamo che venga chiusa», dice Bonisoli riferendosi alla lettera aperta, di cui ha dato notizia ieri il Corriere Fiorentino , firmata da personalità come l'ex ministro Massimo Bray, il conduttore britannico di History Channell John Dickie, lo storico Adriano Prosperi e altri docenti di università italiane, europee e americane. «Purtroppo questa è una situazione che ricorre in tutta Italia e in tutti gli ambiti culturali, dai siti archeologici ai musei», ha aggiunto. Il fatto che un'istituzione come la Nazionale rischi la chiusura, prosegue, dimostra che la priorità del ministero deve essere «il personale». Oggi il Mibact ha 16mila dipendenti, oltre 3.000 in meno di quanto prevede la pianta organica, e da qui alla fine del 2020 ne andranno in pensione 3.437. Tra questi anche 20 bibliotecari della Nazionale, il cui numero nel giro di due anni scenderà da 30 a 10 quando la pianta organica ne prevederebbe 42. Insomma, la situazione è destinata a peggiorare a gran velocità. Per questo, davanti a senatori e deputati, Bonisoli conferma per il 2018 le assunzioni programmate dal suo predecessore Dario Franceschini con il concorsone dei 500 addetti e soprattutto lancia un piano da 4.000 assunzioni in due anni. «Penso a un concorso da 2.000 persone da fare il prossimo anno e un altro uguale per il 2021». E nel 2019 il ministro Cinque Stelle vuole anche «incentivare carriere e trasferimenti» al Mibact: un piano di «riqualificazione professionale», perché «non ci sono solo i numeri, ma anche la motivazione». Il secondo elemento del piano dei Bonisoli è il trasferimento dal Ministero dell'Istruzione di tutte quelle persone idonee all'insegnamento ma non assunte, precarie o del tutto senza lavoro. «Ci sono persone laureate e appassionate che oggi vivono di supplenze o peggio. Ecco io vorrei dare loro la possibilità, su base volontaria, di venire a lavorare nelle nostre biblioteche e negli archivi, evitando i trasferimenti da regione a regione. Ci lavoreremo con il ministro Bussetti». Secondo stime dei sindacati, in Toscana gli insegnanti senza cattedra sarebbero più di 20mila. Per questo piano di salvataggio, Bonisoli potrebbe trovare l'appoggio del Pd, principale forza di opposizione. «Signor ministro, se queste idee diventeranno sostanza, norma, coperture finanziarie, noi sicuramente saremo là per darle una mano ha detto ieri il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci Ma se resteranno annunci, come succede spesso ai suoi colleghi nel consiglio dei ministri, troverà una forte resistenza da parte del Pd». Un fronte trasversale per salvare la Nazionale si sta formando anche in Palazzo Vecchio: ieri in Commissione Lavoro è stata approvata all'unanimità la risoluzione del gruppo Firenze riparte a Sinistra che chiede tra le altre cose di destinare almeno 40 dei 503 operatori previsti dal concorso Franceschini alla Biblioteca, di «assumere i precari che contribuiscono quotidianamente all'attività del ministero, come stabilito dal decreto Madia» e di varare il piano triennale dei fabbisogni per procedere a nuove assunzioni.