All'appello di Italia Nostra aderiscono 54 intellettuali. Da Rella a Bossi Fedrigotti TRENTO. L'appello di Italia Nostra per fermare l'iter dei progetti che dovrebbero riqualificare piazza Mostra e l'area antistante il Castello del Buonconsiglio (Corriere del Trentino di domenica) incassa 54 sottoscrizioni di peso. Li ha resi noti ieri il presidente dell'associazione, Beppo Toffolon. Professori, scrittori, giornalisti, artisti e critici d'arte che non vogliono, come sostiene Italia Nostra, «cemento e ferro ai piedi del Castello». Fra loro il filosofo e professore di estetica all'Università Iuav di Venezia, Franco Rella. Con lui Fabrizio Rasera, storico ed ex presidente dell'Accademia degli Agiati di Rovereto. Linea condivisa anche dall'attuale presidente dell'Accademia degli Agiati, Stefano Ferrari, storico dell'arte e professore di arti visive. Non manca Mario Cossali, già vicesindaco di Rovereto. C'è Michelangelo Lupo, architetto e storico dell'arte, allestitore di mostre e musei. Un altro storico: Marcello Bonazza, presidente della Società studi trentini. Firmano anche due ex presidenti degli Ordini: per gli architetti c'è Roberto Bortolotti, mentre per gli ingeneri c'è Antonio Armani. Fra gli artisti il regista Marco Bernardi, ex direttore del Teatro Stabile di Bolzano. Compaiono anche diversi nomi di giornalisti e scrittori. Al nome di Isabella Bossi Fedrigotti, si aggiunge quello di Luca Rigoni, giornalista di Mediaset. «Senza dimenticare le sue orgini ha commentato il presidente di Italia Nostra ha postato la discussione anche sul suo profilo facebook». C'è poi la firma dell'ex direttore del Corriere del Trentino , Enrico Franco e quella di Franco de Battaglia. Si aggiunge lo studioso di scienze cognitive, Ugo Morelli e fa pesare la sua firma anche la direttrice del Museo diocesano, Domenica Primerano, architetta e docente di museografia. Pochi i politici che hanno aderito all'iniziativa. «Ha prevalso il fatto che molti governano e per ragioni di opportunità non ci hanno seguito» precisa Toffolon. C'è però la firma dell'ex assessora provinciale alla sanità, la consigliera Donata Borgonovo Re, oltre alla presidente del consiglio comunale, Lucia Coppola. Non si è tirato indietro l'ex presidente di Italia Nostra, Paolo Mayr e nemmeno l'ex vicesindaco di Trento, Marco Dalla Fior, un esperto di urbanistica del capoluogo. Sui progetti Italia Nostra esprime tutte le sue perplessità. «È incomprensibile spiega Toffolon come i primi quattro progetti selezionati riportino un cambiamento radicale dell'area secondo un piano che non è per nulla rispettoso del contesto storico del monumento. Mentre dal quarto in poi, in particolare il sesto, i progetti sono molto più rispettosi del monumento e sopratutto non stravolgono Piazza della Mostra:non la smembrano». Toffolon poi tende la mano all'amministrazione comunale dichiara: «Non siamo ostili a quanto deciso e non vogliamo fare polemiche commenta al contrario: discutiamo e cerchiamo di trovare nuovi appigli che permettano delle modifiche dei piani che tengano maggiormente conto del contesto storico in cui si va a fare il restyling». L'assessore Italo Gilmozzi intanto, fa sapere Toffolon, «sembra essere aperto al dialogo».