Sono 1.255 le chiese sotto la giurisdizione diocesana aperte al culto e molte sono antiche. La situazione non è drammatica, ma servono cure tempestive. È essenziale monitorare tutte le chiese per stabilire dove sono più urgenti gli interventi di restauro e di recupero, ma è anche indispensabile fare i conti per capire quale sia l'importo dell'intervento. Il drone ronza attorno al campanile della chiesa di san Giacomo a Carcina come una mosca attorno al miele. La telecamera scruta la cella campanaria, la cima, l'orologio. Quando l'operatore riporta a terra il velivolo telecomandato, si va da Carcina a Nuvolera. Ora è il campanile di san Lorenzo sotto l'occhio elettronico. Due brutti reportages. Sul campanile di Carcina è evidente la decoesione delle murature in pietra. Le radici di una vegetazione infestante hanno creato fratture e l'acqua che vi penetra, ghiacciando, le allarga. Crepe pure all'interno della torre. Un salvataggio è possibile e la Soprintendenza ha già in mano il progetto. Ma il parroco don Cesare Verzini non ha in mano un soldo. A Nuvolera la situazione sembra più seria: da terra fino alla cella campanaria - ospita un delizioso concerto di 8 campane i marmi sono instabili. Un ponteggio, sistemato a ombrello, protegge chi passa dalla caduta di pietre e calcinacci . Meno male che con l'anno nuovo Leonardo Gatti inizierà il restauro. Ad Acquafredda San Biagio sente il peso dei secoli. Don Adolfo Piotto, ha uno studio per arrestare il degrado, ma intanto ha dovuto chiudere. Aperta è invece la chiesa dei santi Pietro e Paolo in Orzivecchi, ma con grossi problemi per via d'una falda acquifera che ha minato la base provocando slittamenti della facciata verso sud e del campanile verso est. Eterno problema: i soldi. Da qui un appellò alla comunità di solito generosa. Mons. Federico Pellegrini, direttore dell'Ufficio per i beni culturali so ragguaglia: «Sono 1255 le chiese sotto la giurisdizione diocesana aperte al culto e molte antiche e » Come dire che un nonno ha più acciacchi di un ventenne. «La situazione non è drammatica. C'è naturalmente bisogno di cure tempestive . I cedimenti sono naturali. Importante è un osservatorio efficiente!». E qui i numeri spaventano. Oltre alle 1255 chiese della Diocesi Comune o congregazioni religiose ne posseggono altre 200. Quanti soldi servirebbero a metterle in ordine tutte ipotizzando una spesa media di 700 euro per chiesa? Vero. Ma vien da chiedersi che accadrebbe se un Moretto finisse in rovina? O che accadrebbe se i calcinacci - come quelli caduti dal cornicine di san Giuseppe finisse sulla testa di un passante? Anche in città non tutto va bene. Inagibile, per cedimenti strutturali è la chiesa in San Polo vecchio intitolata alla conversione di San Paolo. Preoccupazioni le suscita l' antica chiesa di Sant'Agata. Interventi sarebbero da fare in San Lorenzo. Si lavora invece in San Giacinto al quartiere Lamarmora.Nella chiesa inaugurata nel novembre 1953 il tetto ha avuto un cedimento. Comprensibile lo spavento: è a 18 metri dalla testa dei fedeli. Rotta verso i santuari. A Predondo di Bovegno è chiuso per guai alla struttura e infiltrazioni d'acqua nel porticato il tempio dedicato alla Madonna della misericordia. Inaccessibile quel gioiellino che il paese edificò credendo alla parola della contadinella Maria Amadini cui era apparsa la Vergine. Accadeva il 27 maggio 1527. Da sei anni catenacci pure al Santuario della Madonna della neve di Bisenzio (frazione Presegno, comune di Lavenone, in Valsabbia). Uno smottamento del terreno ha messo in crisi la struttura del complesso sorto a metà del 1600 e riedificato nel 1749. Le foto evidenziano larghe crepe nelle pareti. Qui si venera una delle poche copie della Madonna di Santa Maria Maggiore in Roma, onorata con il titolo di Salus populi romani. Don Fabio Peli, parroco del 2012, dopo la chiusura ha avviato il progetto di recupero, sostenuto dal sindaco Claudio Zambelli. Don Bernrdo Chiodaroli parroco d'oggi attende che il Ministero sblocchi i fondi promessi per i lavori. Arriveranno? Chissà! E gli altri sacerdoti, troveranno finanziamenti? «La c'è la Provvidenza» - diceva Manzoni.