CASTEL Sant'Angelo sembra essere tornato alla sua antica funzione di fortilizio difensivo. Stavolta il pericolo non viene dai lanzichenecchi, come nel sacco del 1527. Ma dalla minaccia del terrorismo di matrice islamica. Che sta trasformando i luoghi d'arte in "obiettivi sensibili". Da proteggere con metal detector e raggi x. Come accade da anni ai Musei Vaticani, dal5 agosto ai Capitolini e da una settimana al Colosseo. E come sta per avvenire nel museo nazionale ospitato nel maniero dove i pontefici riparavano in caso di guerra, oggi il museo più visitato di Roma. In pericolo non sono le opere d'arte conservate nelle sale del castello, gestito dalla soprintendenza speciale per il polo museale romano e controllato da 40 telecamere a circuito chiuso collegate a una sala di regia. Ma a rischio c'è l'incolumità stessa dei visitatori. Sono più di 700mila all'anno le persone che varcano il ponte levatoio del castello, che è così il secondo a Roma dopo il Colosseo (3 milioni e mezzo) e il quarto in Italia tra i luoghi d'arte più visitati. «Grazie anche ai pattugliamenti che fa la guardia di finanza all'esterno e ai continui controlli dell'antiterrorismo, siamo abbastanza protetti» spiega un agente di pubblica sicurezza che lavora alla mole. «Ma il metal detector ammette prima lo mettono e meglio è. Tra una quindicina di giorni rivela dovrebbe entrare in funzione sull'unico accesso al monumento, quello davanti al ponte». I ripetuti incontri tra soprintendenti, prefetto di Roma e ministeri dell'Interno e dei Beni culturali, hanno portato auna scaletta di interventi per aumentare la protezione dei musei romani, privilegiando i più visitati. «Siamo in lista d'attesa, i prossimi dovremmo essere noi» rivela Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, che accoglie mezzo milione di persone l'anno («sarebbero anche di più, ma applichiamo il numero chiuso» spiega la studiosa). I visitatori lasciano le borse nel deposito al pianterreno. «Zaini e pacchetti vengono depositati per la sicurezza delle opere» precisa Coliva. «In funzione antiterrorismo, conta di più l'occhio attento del personale di sala e la capacità di riconoscere individui e pacchi sospetti. I carabinieri del Nucleo tutela, venuti per addestrare i nostri custodi, sono rimasti sorpresi nel trovarli già molto preparati». Gli uomini dell'Arma addetti al patrimonio artistico, dopo l'attentato di Londra del 7 luglio, hanno fatto un giro tra i maggiori musei della Capitale. «Sono venuti anche da noi a Palazzo Bar-berini racconta Anna Lobianco, con Angela Negro alla direzione della Galleria nazionale d'arte antica e ci hanno segnalato punti che hanno bisogno di un maggiore controllo. Il cancello su via Quattro Fontane, ad esempio, non dovrebbe rimanere aperto. Ma abbiamo ancora i lavori in corso...». I museo è visitato "solo" da 450 persone al giorno. E non può aspirare, per il momento, ai metal detector. Aspira però a liberarsi del circolo ufficiali, che da decenni occupa abusivamente una parte del bellissimo palazzo seicentesco. Avere i militari in casa, di questi tempi, dovrebbe tranquillizzare gli animi. «C'è il rischio, invece, che sia un ulteriore motivo di allarme ... ma meglio non pensarci» ragiona Anna Lobianco, facendo gli scongiuri.
Scatta l'operazione musei blindati - Stabilita lista di priorità, si comincia da Castel Sant 'Angelo
Il Castel Sant'Angelo di Roma è stato messo in allerta a causa della minaccia del terrorismo islamico. Il luogo d'arte è stato chiuso al pubblico per controlli di sicurezza e sarà aperto solo con il passaggio di un metal detector. La soprintendenza speciale per il polo museale romano ha deciso di aumentare la protezione dei musei romani, in particolare quelli più visitati. I controlli di sicurezza saranno effettuati da telecamere a circuito chiuso e da agenti di pubblica sicurezza. Il Castel Sant'Angelo è il secondo luogo d'arte più visitato di Roma, dopo il Colosseo, e sarà aperto solo per 700.000 persone all'anno.
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