VIGEVANO. Il castello di Vigevano? Il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio lo immagina trasformato in parte in un albergo con ristorante e bar di tendenza, ma Luca Rinaldi, Soprintendente alle Belle Arti per la provincia di Pavia, boccia l'idea: «Un conto è il recupero di edifici da archeologia industriale, un altro è un Castello come quello di Vigevano». Ed è bagarre architettonica e culturale. Convegno agitato. Il botta e risposta è scaturito dall'incontro, tenuto lunedì 23 luglio nella sala dell'affresco del castello, organizzato dalla Camera di commercio di Pavia di concerto con l'Università, Confindustria e Comune. Il tema era appunto il futuro del castello che il ministro immagina così: «Vigevano è la porta che da Milano ha detto - si entra nella provincia di Pavia, ed il Castello, nonché Piazza Ducale, sono il fiore all'occhiello del territorio. Ma la forza del territorio dipende dalla progettualità e dai sogni dei suoi amministratori. Il castello di Vigevano non deve diventare un contenitore di quadri come quello di Pavia, deve essere una struttura viva, una casa della cultura». «Lo dico come ex assessore al Turismo di Pavia: il castello visconteo là è stato una sconfitta. Una struttura deve mantenersi da sola, come fanno all'estero, pensando ad una ricettività alberghiera di qualità, con bar e ristorante. L'Italia è un Paese che vive di conservazione ma non di promozione. Dobbiamo promuovere, rispettando la storia, dobbiamo far sì che qualcuno pensi al futuro di Vigevano e alla Vigevano del futuro. Intendo una Vigevano più vivibile, più bella, più turistica». Divisi sul rilancio. Poco prima, però, il Sovrintendente Rinaldi aveva sottolineato che «non si può pensare ad un hotel, anche perché per ogni cosa si dovrebbe passare per il ministero ai Beni Culturali, che non si occupa certo di strutture ricettive». L'incontro, a cui hanno partecipato anche il sindaco Andrea Sala, Maria Vittoria Brustia, vice presidente Confindustria Pavia per la Lomellina, Antonella Zucchella, professoressa di Economia e Gestione delle Imprese dell'Università di Pavia Davide Rampello, docente del Politecnico di Milano e Franco Bosi, presidente della Camera di Commercio di Pavia, aveva come scopo la presentazione di una proposta: quella di una Fondazione di Partecipazione, un modello giuridico in cui il fondatore è un unico soggetto che destina un patrimonio in questo caso il castello - ad un certo scopo e che prevede la partecipazione sia di soggetti pubblici che privati. Già nel 2015 la giunta Sala aveva lanciato l'idea della "Fondazione castello", presentata appunto come una Fondazione di partecipazione , istituto giuridico di diritto privato, senza scopo di lucro. Il problema è che, ad oggi, il titolare del Castello, e quindi l'unico soggetto che può decidere usi e destinazioni, è ancora il Demanio e che quella Fondazione ancora non è stata costituita. Su tutto questo si tornerà a discutere anche nel consiglio comunale in programma per giovedì prossimo.