Il Comune: così daremo il benvenuto ai nuovi torinesi. Il bonus vale per un anno Si chiamerà «passaporto culturale». Per un anno intero consentirà ai piccoli torinesi e alle loro famiglie di entrare gratis nei musei della città. Un pass che verrà distribuito ai neogenitori quando andranno a denunciare la nascita del loro bambino allo sportello dell'anagrafe comunale. Senza carte bollate o altre lungaggini burocratiche, così i musei diventeranno family-friendly. «Sarà il benvenuto della città ai nuovi nati», sottolinea l'assessora ai Servizi civici, Paola Pisano. Un «passaporto culturale», si chiamerà così, che per un anno intero «spalancherà le porte dei musei» di Torino ai piccoli torinesi e alle loro famiglie. Il pass verrà distribuito ai neogenitori, «ancora prima che gli interessati lo richiedano», quando andranno a denunciare la nascita del loro bambino allo sportello dell'anagrafe. Senza sforzi, carte bollate o altre lungaggini burocratiche. È la novità, a cui la giunta di Chiara Appendino, ha dato il via libera nell'ultima riunione dell'esecutivo comunale. In una città che invecchia sempre di più, e dove sono più i torinesi che se ne vanno (solo i morti, l'anno scorso, sono stati oltre 10 mila), che quelli che arrivano (6.605 nuovi nati nel 2017), si tratta di un incentivo, piccolissimo, o meglio di un segnale di attenzione alle giovani famiglie. Ma è anche il primo passo del piano di «ridisegno» dell'anagrafe a cui sta lavorando l'assessorato. Il presupposto è semplice: gli sportelli dell'anagrafe sono il front-office, come si dice, del Comune. Da qui, almeno una volta nella vita, devono passare tutti i torinesi. E sono tanti, quotidianamente: in media 300 al giorno. «Ma a oggi i cittadini che transitano dall'anagrafe trovano un ambiente anonimo, sportellisti poco motivati, lunghe code d'attesa, informazioni sui servizi e sui documenti di difficile lettura: un approccio che stride fortemente si legge nell'atto con cui la giunta ha dato il via libera al passaporto culturale con le aspettative dei cittadini, orientati ad avere servizi sempre più curati e vicini alle loro esigenze». Così l'assessora Pisano punta a «ridisegnare» gli sportelli; anche materialmente: il piano va infatti dal «miglioramento degli spazi», progettato in collaborazione con il museo di arte contemporanea del Castello di Rivoli, alla trasformazione dell'anagrafe comunale in «un grande laboratorio in cui si crea innovazione sociale, un luogo aperto alla progettazione e alla realizzazione di attività sociali e culturali, che coinvolge associazioni, cittadini, operatori artistici e culturali». E può anche diventare un posto di «intrattenimento del cittadino, trasformando la richiesta di servizi in un'esperienza civica piacevole». Ma per tornare la binomio cultura-nuovi torinesi, quella del «passaporto culturale» esteso a tutti i nati (e non, come è stato sinora, agli aderenti del progetto dell'ospedale Sant'Anna «Nati con la cultura») è solo l'ultima novità. Un altro degli obiettivi della giunta Appendino è quello di rendere «family-friendly» i musei e le istituzioni culturali cittadine: con servizi di accoglienza per le mamme con figli piccoli (come quelli che sono già realtà del museo del Cinema o di Rivoli), ma anche fasciatoi, scalda biberon, stanze relax e percorsi di visita pensati appositamente per i piccolissimi e le loro famiglie.