Iniziativa di Ferrazzi: riportare la città al centro del dibattito. Studio su spese e bisogni VENEZIA. Un'indagine conoscitiva su Venezia, sui problemi del turismo, della residenza, dell'inquinamento e delle grandi navi, con audizioni in commissione Ambiente e Territorio al Senato. Riparte il dibattito per riscrivere la Legge Speciale per Venezia e l'innesco è la proposta del senatore Pd Andrea Ferrazzi (e firmata da altri tre colleghi «dem») per riportare in Parlamento un tema che dal punto di vista legislativo è fermo al 1995, anno dell'ultima revisione della norma che nel 1973 sancì che la salvaguardia di Venezia è un tema di preminente interesse nazionale. I finanziamenti sono ricominciati la scorsa legislatura, l'ultima finanziaria ha stanziato 25 milioni per quest'anno e 40 per ciascuno dei prossimi anni, senza contare il pressing del sindaco Luigi Brugnaro che ha portato centinaia di milioni del Patto stretto con Renzi. Ma ad ogni cambio di governo, il problema si ripropone e quindi il punto è sganciare la città da un meccanismo di dipendenza dalle elargizioni dello Stato. «Venezia è una città del mondo e voglio riportare al centro del dibattito nazionale la sua specialità: c'è bisogno di alzare la testa e fare un'analisi seria sulla città spiega Ferrazzi Studiare seriamente la situazione che negli ultimi anni è molto cambiata: dieci anni fa la relazione tra emergenza dei flussi turistici e calo della residenzialità non aveva raggiunto i livelli di oggi. La qualità dei negozi, le grandi navi, il disinquinamento, le bonifiche a Marghera: tutto è cambiato». La presidente della commissione Ambiente e Territorio al Senato è Vilma Moronese del Movimento Cinque stelle ma a dare il via al procedimento di indagine con audizioni delle istituzioni e delle categorie dovrà essere la presidente di Palazzo Madama, Elisabetta Casellati, di Forza Italia, eletta a Venezia. Con il sindaco Brugnaro ha stretto il patto di riportare la specialità all'attenzione del Parlamento e quella dell'indagine conoscitiva potrebbe essere l'occasione. «Proposta legittima ma non credo che un'indagine serva a molto dice l'assessore al Bilancio Michele Zuin Abbiamo montagne di studi e documenti sulla specialità, i costi extra, 30 milioni l'anno in più solo per l'igiene urbana, le necessità di manutenzione: possiamo fornirli a chiunque. Certo è che c'è bisogno di ricompattare la trasversalità sul discorso Venezia. Magari a partire da un testo di legge basato sull'autonomia di finanziamento della città». Zuin ha in mente la proposta che due legislature fa avanzò Renato Brunetta. Il testo che fece sintesi delle varie idee fu però quello dell'allora senatore Felice Casson, che era arrivato a tanto così dalla discussione. «Ma ci bloccammo prima del voto perché il governo non era in grado di dare una risposta sulla parte finanziaria ricorda Casson La proposta semplificava la governance avvicinandola al territorio - Comune Regione e Città Metropolitana cui dava una rilevante autonomia con la possibilità di trattenere le risorse sotto varie forme». Con i 5s l'ex senatore ha sempre avuto un dialogo aperto: e se riprendessero in mano il testo? «Mi farebbe piacere ma non ho notizie in tal senso». Quel che è certo è che sia il Pd che Forza Italia oggi come allora pensano che Venezia debba trovare una sua strada di finanziamento ai costi. «Vorrei che il testo della nuova legge emergesse dall'indagine su Venezia, che ho proposto perché il Parlamento si renda conto della situazione dice Ferrazzi Io sono per una semplificazione della governance perché la frammentazione dei soggetti rende tutto complicato. E va pensato anche un finanziamento strutturale, magari sviluppando un'autonomia impositiva cittadina. Servono risorse certe ogni anni, almeno 50 milioni l'anno. Ma la cifra più veritiera è cento milioni». La stessa cifra che emerge dal dossier Brugnaro sui costi extra. Dossier che il consigliere M5s Davide Scano la settimana scorsa ha consegnato nelle mani del ministro della Cultura Alberto Bonisoli.