Quello del Sella potrebbe essere solo il punto di partenza per una estensione ad altre zone della provincia della limitazione al traffico. Prima fra tutti il Garda. «Si tratta di una zona sicuramente saturata dal traffico, sulla quale dobbiamo ragionare» conferma l'assessore Mauro Gilmozzi. Intanto lunedì parte la regolamentazione in quota. TRENTO. In Sella si parte. Lunedì inizia la regolamentazione degli accessi al passo Sella, fino al 31 agosto. Limitazioni di accesso dalle 9 alle 16 dal lunedì al venerdì, per un limite massimo di 2.200 ingressi di veicoli al giorno. L'obiettivo è ridurre il traffico individuale sul passo Sella del 20 e sensibilizzare i visitatori a una mobilità responsabile, ecologica e sostenibile, per contribuire alla valorizzazione e alla tutela delle Dolomiti. La regolamentazione del Sella ha visto l'accordo delle province di Trento e Bolzano, «ora cercheremo l'alleanza con le altri valli dolomitiche e a settembre ragioneremo con il Veneto. L'iniziativa sul Sella è l'emblema della volontà di agire su un'area più ampia» spiega l'assessore provinciale trentino alle infrastrutture e all'ambiente Mauro Gilmozzi. Quello del Sella difatti potrebbe essere solo il punto di partenza per un modello estendibile nel giro di qualche anno ad altre zone della regione, prima fra tutte il lago di Garda: «Il Garda è una zona sicuramente saturata dal traffico, su cui ragionare fortemente e su cui intervenire osserva l'assessore. Servirà tempo, almeno cinque anni se non più per andare a regime; per costruire la mobilità del futuro bisogna scontrarsi coi fautori della mobilità del passato incentrata solo sull'auto. La sfida è grande». Intanto si riparte dal progetto Dolomitesvives e dal laboratorio del passo Sella, con la regolazione degli accessi nell'area che si estende da poco dopo l'incrocio Miramonti in val Gardena all'area Pian de Schiavaneis nei pressi dell'incrocio passo Pordoipasso Sella in val di Fassa. «Non si tratta di un divieto, non vogliamo vietare nulla bensì costruire» spiega sempre Gilmozzi: «Il nostro obiettivo è un cambiamento profondo della scelta modale di trasporto nelle zone ad alta intensità di traffico; vogliamo cambiare il modo di spostarsi nelle valli dolomitiche all'insegna della sostenibilità, della responsabilità e della consapevolezza. La nostra vuole essere una funzione educativa che non penalizzi nessuno». Un chiaro appello ai turisti a vivere la vacanza in modo nuovo, lasciando gli automezzi presso le struttura ricettive o nei parcheggi di fondovalle e raggiungendo il passo Sella con i mezzi pubblici, gli impianti di risalita, in bici o a piedi. «La vera notizia commenta Gilmozzi è l'eccezionale cadenzamento dei mezzi pubblici in val di Fassa (un autobus ogni 15 minuti) e in val Gardena (uno ogni 30 minuti). Se la gente capirà il messaggio anche grazie al contributo degli operatori di Dolomitesvives e sopratutto alla responsabilità degli albergatori non ci sarà alcun disagio: si attiverà un meccanismo virtuoso per cui magari non dovremo impedire l'accesso a nessuno». Essendo comunque quella del Sella una contingentazione e non un divieto da cui è escluso peraltro il fine settimana rimane difatti aperta la possibilità di accedere al passo con veicoli privati previa richiesta di autorizzazione gratuita, ottenibile tramite l'app Openmove o la pagina web www.openmove.com o direttamente dagli operatori sul Sella a partire da lunedì. I pass saranno di quattro tipi, uno per le auto, uno per le moto, da e per le province di Trento e Bolzano. «Il Dolomitesvives pass spiega una nota della Provincia può essere richiesto per una fascia oraria definita, che si riferisce all'orario di salita al passo; la discesa è possibile in ogni momento. Il pass può essere richiesto il giorno precedente o il giorno stesso dell'accesso al Passo». Ci saranno comunque delle eccezioni, ad esempio per gli ospiti delle sei strutture ricettive presenti sul Passo Sella, che avranno accesso illimitato al passo coi propri mezzi privati per tutta la durata del soggiorno. «In ogni caso avverte Gilmozzi saremo inflessibili coi controlli: non tollereremo rumore, inquinamento, alta velocità e parcheggi selvaggi».