Sussurrate, annunciate dopo certi post al vetriolo su Facebook e il Kapoor-gate e poi ritirate, le dimissioni di Massimo Minini da Brescia Musei sono state protocollate con la sua firma in calce all'inizio dell'estate: il nuovo presidente della fondazione sarà scelto tra i membri del cda, ma solo dopo aver trovato un nuovo consigliere per la poltrona lasciata dal gallerista. La Loggia dovrà sceglierlo tra gli undici candidati che hanno inoltrato il proprio curriculum al bando scaduto l'altro giorno. In ordine alfabetico: Adriano Botticchio, Brunello Camparada, Daniela Falappi, Silvano Franzoni, Elena Lucchesi, Silvio Marchini, Lorenzo Mora, Giuseppe Morabito, Luciano Pilotti (suggerito anche dall'assessore Roberta Morelli, dal Psi e da 53 elettori), Alessandro Renzi Brivio e Rodolfo Sandrini (alcuni si sono proposti anche per Immobiliare Fiera e Ctb). Indiscrezioni e sussurri di palazzo assolutamente anonimi e altrettanto attendibili indicano Franzoni dirigente del settore Cultura in Loggia fino a qualche settimana fa, ora è in pensione come il più quotato tra i candidati: ha sempre seguito conti, bilanci e progetti di Brescia Musei. Ma pesano anche i nomi di Elena Lucchesi, responsabile dei Civici Musei fino a pochi anni fa, e del professor Luciano Pilotti, che da dicembre dell'anno scorso è consigliere del Musil (le due cariche non sarebbero incompatibili). Quando si saprà a chi riservare la poltrona del cda (dopo eventuali cestinature e pareri del comitato di valutazione), bisognerà eleggere il presidente dell'era post Minini: è certo che il sindaco abbia pensato a Umberta Gnutti Beretta, ma pare che l'idea sia stata scartata. Le solite fonti anonime lasciano intuire che la scelta possa ricadere su uno di questi tre consiglieri: i notai Mario Mistretta e Bruno Barzellotti e, in pole secondo certe fonti, l'avvocato Francesca Bazoli. Altro punto all'ordine del giorno per il Comune: sul contratto di Luigi Di Corato, il direttore, c'è una data di scadenza, il 30 settembre. La sua riconferma viene data per scontata. In ogni caso, qualsiasi scelta si faccia, l'ossessione del sindaco Emilio Del Bono e del suo vice Laura Castelletti resta la stessa: fare di Brescia la capitale della Cultura, anche grazie a una fondazione di assoluto livello.