La commissione sceglie all'unanimità Marco Biscione. Sport, cibo, design nei negozi MESTRE. Antropologo, direttore del Museo di Arte Orientale (Mao) Torino, 60 anni: la nomina ufficiale del nuovo direttore Museo del Novecento di Mestre è solo questione di giorni. Il tempo necessario al Consiglio di amministrazione della Fondazione di Venezia di convocarsi e decidere entro venerdì prossimo. Il nome indicato all'unanimità dalla commissione per la selezione del nuovo direttore dell'M9 è quello di Marco Biscione, già direttore dei Musei Civici di Udine, esperto per l'Italia per il programma itinerari Culturali distaccato al Consiglio d'Europa e, appunto, ex direttore del Mao a Torino. «Sì, ho presentato la candidatura ma non posso confermare nulla», taglia corto l'interessato. La commissione per la selezione composta da Alberto Ferlenga, Gianni Toniolo, Amerigo Restucci, Giovanni Dell'Olivo, Valerio Zingarelli, Gabriella Belli e Giuseppe Barbieri ha ascoltato cinque candidati e ha trovato che la formazione classica, l'esperienza di Biscione con musei tradizionali che si basano sulla collezioni, la sua carica di esperienza relazionale e intellettuale facciano al caso dell'M9. Che è un museo senza collezione perché è tutto idea, allestimento, narrazione, contratti. La scelta del Cda potrebbe comunque ricadere su uno degli altri quattro candidati ascoltati dalla commissione (nessuno della provincia di Venezia o Veneto) con un piglio più orientato al bilancio e alla gestione. La segretezza che ha accompagnato la selezione dei 118 curricula esaminati per il ruolo di direttore gestionale è assoluta. Ed è la stessa aura di riserbo che circonda non solo l'allestimento dell'M9 («bellissimo», a sentire chi sta seguendo le ultime fasi) ma anche l'organizzazione della spina dorsale dell'intero progetto, vale a dire la parte commerciale del miglio della Cultura, i negozi del Borgo delle Monache in via Poerio. «Le spine dorsali del progetto sono tante. Il museo, la smart city, il retail innovativo, gli eventi elenca l'amministratore delegato di Polymnia Valerio Zingarelli Il temi dei negozi? Sport, cibo e ristorazione, bevande, libri e cultura, design iconico del Novecento. E poi ci saranno abilitatori d'impresa». Una funzione difficile da definire. Si tratta di imprese che offrono una piattaforma di lavoro ad altre imprese, usando l'M9, le sue collezioni e i suoi negozi per «profilare» i clienti e, in base al tempo che passano davanti ad una installazione o ad una vetrina: a loro si proporrà uno shopping personalizzato, alle imprese un profilo di consumatore che difficilmente si intercetta attraverso gli algoritmi dei social e delle ricerche on line. «Ovviamente la profilazione sarà autorizzata e chi concede il permesso avrà vantaggi come la riduzione dei biglietti, sconti, precedenza sulle code», spiega Zingarelli. Maestranze ed esperti stanno lavorando sotto pressione per terminare l'allestimento del museo ad agosto, a settembre saranno organizzati i negozi e inizieranno le prove generali con centinaia di mestrini selezionati per fare da visitatore-tipo in anteprima.«Nelle prove generali coinvolgeremo la cittadinanza dice l'ad cerchiamo centinaia di tester: li invitiamo a visitare il nostro sito e a rispondere il questionario». Uno dei testi più attesi è quello sul cinema 4D da 200 posti: altissima definizione, occhiali per la realtà aumentata e orchestra dal vivo per le prime proiezioni. Unico in Europa. «L'idea è dare nuova fruizione ai capolavori del cinema muto: Metropolis, Tempi moderni, Cabiria: la prima sarà una sorpresa», sorride Zingarelli.