La Fondazione Brescia Musei è alla ricerca di un nuovo Presidente. Oltre questa necessità di carattere statutario, paiono opportune alcune riflessioni aggiuntive. La prima è quella di nominare Massimo Minini Presidente onorario per ringraziarlo della sua opera. La seconda riguarda il futuro della Fondazione alla luce delle sue stesse finalità che nella recente modifica dello statuto ha assunto il compito di coordinamento di tutte quelle attività che hanno a che fare con i beni culturali nel senso più esteso del termine. Il che significa la gestione dell'intero patrimonio storico, artistico e museale che rappresenta una corposa tradizione della storia plurimillenaria della nostra città. Non è un'impresa da poco che prevede anche una complessa rete relazionale con strutture simili sia locali che nazionali e internazionali. Compiti che necessitano di competenze assai diverse e di strutture adeguate al fine di proiettare la città in un vero circuito culturale. In altri termini, se si vuole che Brescia diventi finalmente non dico una capitale della cultura - pur non abbandonando questa idea -, ma almeno una città che produce cultura, allora è il caso di ampliare il comitato scientifico con una organizzazione per centri finalizzati a specifiche attività. Un percorso sicuramente complesso ma necessario per rispondere alle nuove esigenze. Molto è stato fatto per i siti archeologici e museali e molto resta da fare per altri comparti. Le potenziali convenzioni con altre strutture sono certamente positive nell'ottica di una valorizzazione complessiva di iniziative private e per renderle effettivamente operanti sono necessarie risorse di idee e sostegno finanziario. Credo anche che la Fondazione potrebbe ampliare il concetto di lascito che non riguarda soltanto opere d'arte. Mi riferisco, per fare un solo esempio, a patrimoni librari e archivistici in possesso di molti cittadini o imprese che rischiano dispersioni o vendite mentre potrebbero trovare spazi in una piccola struttura che rappresenterebbe una testimonianza e una continuità della tradizione culturale della nostra città. Sarebbe un segno di attenzione verso tutti i bresciani e produrre ricadute positive per un diverso rapporto tra pubblico e privato. La cultura è anche questo, piccoli gesti in grado di creare sinergie virtuose con le istituzioni cittadine. E, soprattutto, la cultura è ascolto, condivisione e, se possibile, realizzazione.