La strana storia dell'abuso di Pietrasanta Pietrasanta (Lucca) - Un faraonico Golf Club, corredato con tanto di club house, ristorante, impianti sportivi e ben dodici lussuose suite. Il tutto per un' estensione di circa dieci ettari di superficie. Non è il frutto dell'investimento di qualche imprenditore oculato e consapevole delle attrattive della bella Versilia, deciso a dar vita ad una struttura di prestigio, creando magari molti posti di lavoro, dopo aver regolarmente ottenuto le autorizzazioni necessarie. Si tratta invece di un unico, macroscopico abuso edilizio, situato sul territorio del Comune di Pietrasanta, in località Barcaia, non lontano dalla pineta Versiliana che fu residenza di Gabriele D'Annunzio e oggi teatro estivo di prime ed incontri politico-cultural- mondani. Lo hanno scoperto i finanzieri del nucleo provinciale di Polizia Tributaria di Milano all'inizio di agosto, nel corso di un'indagine che ha portato alla luce un'evasione fiscale per settanta milioni di euro e una girandola di frodi e prestanomi, tra Svizzera, Antille Olandesi e Montecarlo. Una volta individuate le società coinvolte, che ottenevano così un ingente credito iva fittizio, il giudice per le indagini preliminari ha ordinato il sequestro di una di esse e dei beni riconducibili. Ecco che i finanzieri milanesi sbarcano dunque a Marina di Pietrasanta. Per scoprire che sul territorio del Comune, ad insaputa dell'amministrazione comunale, si stava costruendo una gigantesca struttura ricettiva, ormai quasi pronta per accogliere ospiti danarosi. Il sindaco Mallegni risponde alla scottante questione con una dichiarazione stringata: il golf e gli immobili sequestrati non sono previsti dal Piano Strutturale prossimo all'approvazione. E fa riferimento ad un'osservazione ritenuta non pertinente. Poi tutto tace. Ma ai gruppi consiliari dell' Unione l'intervento del sindaco di centrodestra non basta. E decidono di presentare un'interrogazione congiunta sulla vicenda. «Parliamo di notizie che dovranno essere oggetto di ulteriori passaggi giudiziari - dicono - ma chiediamo al sindaco altre notizie, se in suo possesso, su quanto avvenuto». D'altronde non c'è in ballo una tettoia nel giardino di una villetta. «Il sequestro, se confermato, si riferisce ad impianti di enormi proporzioni e quindi difficilmente occultabili - prosegue l'interrogazione - vorremmo sapere se al sindaco non pare singolare che un tale intervento non fosse stato individuato da nessun soggetto preposto al controllo del territorio». Ma per i gruppi della minoranza è preoccupante anche «il rischio di infiltrazione di soggetti malavitosi nel nostro Comune». Niente da dire: «la presunta presenza di un'associazione a delinquere (ci sono state otto denunce), che avrebbe scelto Pietrasanta per investire parte dei settanta milioni di euro ricavati dall'evasione» apparirebbe in effetti inquietante a chiunque.