Esposti del Conservatorio, multati i ragazzi che giocavano a calcio VENEZIA. «Venezia va tutelata ma anche i suoi residenti». Pd e Cinque stelle sono preoccupati che il nuovo Regolamento di polizia e sicurezza urbana per punire i turisti «cafoni» finisca per privare i veneziani di abitudini che negli anni sono diventate una tradizione, come bersi uno spritz all'aperto o tirare un calcio al pallone nei campi. Ieri, la commissione Sicurezza è tornata a riunirsi per affrontare gli 84 articoli del Regolamento, adottato in giunta e che dovrà essere approvato dal consiglio comunale per entrare in vigore. Tra i tanti divieti, uno in particolare sta facendo discutere: quello di giocare a calcio in centro storico. Lo stop è già previsto dal 1987 e non impedisce ai bambini di giocare ma introduce limiti in zone di pregio come Rialto e San Marco. Inoltre, sotto i 12 anni nessuno può essere multato. A maggio, però, alcuni ragazzini sono stati sanzionati e nei giorni scorsi le famiglie hanno ricevuto una contravvenzione da 66 euro perché i figli giocavano in campo Pisani, sotto le finestre del Conservatorio Benedetto Marcello. Ieri, il caso è esploso in commissione: «Non è stato multato nessun bambino ha precisato il comandante della polizia locale Marco Agostini siamo intervenuti a seguito di una lunga serie di esposti presentati dallo stesso Conservatorio, il gioco avrebbe disturbato gli studenti». Sono stati presentati ventidue esposti e se i vigili non fossero interventi avrebbero rischiato di essere accusati di omissione di intervento. Da inizio anno la polizia municipale ha staccato sei verbali per violazione del divieto di gioco con la palla, uno in piazza San Marco ai rugbisti del San Donà, che in aprile si sono fatti fotografare mentre giocavano per promuovere un torneo benefico. Le altre multe sono quelle di campo Pisani. Ieri, la commissione ha studiato i siti sensibili dove applicare il Daspo e Venezia diventa tutta zona monumentale. «Estendendo i vincoli monumentali, penalizziamo i veneziani, non potranno più fare nulla in casa», ha detto dalla maggioranza Maika Canton (Lista Boraso). Alcuni divieti, come sedersi per terra, sono invece considerati eccessivi per la terraferma. «Un conto è San Marco, altra cosa Zelarino», ha detto Davide Scano (M5s).