Strategie Braies, Sella, Tovel, val di Rabbi: un nuovo modo di fare vacanza. Zampiccoli: la qualità non va svenduta Trento e Bolzano alleate. Kompatscher: proteggere il territorio. Rossini: mobilità sostenibile Le chiusure contingentate al traffico effettuate in questi giorni (val di Tovel, val di Rabbi, lago di Braies) e soprattutto quella che partirà da lunedì 23 al passo Sella propongono come modello da seguire la mobilità sostenibile, incentivando l'uso dei mezzi pubblici messi a disposizione. Tale modello vede d'accordo sia Trento che Bolzano, unanimi nel ritenere il turismo ecosostenibile la chiave per proteggere il territorio e offrire al contempo la migliore esperienza possibile ai visitatori. Contingentare il turismo di massa e promuovere la mobilità sostenibile per una maggiore qualità complessiva dell'offerta e dell'esperienza turistica? In questi giorni varie località hanno subito o subiranno una chiusura parziale al traffico: la val di Tovel, la Val di Rabbi, il lago di Braies e soprattutto il passo Sella, che dal 23 luglio al 31 agosto vedrà il proprio traffico cadenzato per ridurre il traffico di auto e moto in quota (almeno del 20 rispetto alle giornate corrispondenti dell'anno scorso) e per far così «convergere un numero sempre maggiore di persone spiega l'assessore provinciale alle infrastrutture e all'ambiente Mauro Gilmozzi sul Corriere del Trentino di ieri verso un modello di mobilità sostenibile». Un modello che sembra mettere d'accordo sia Trento che Bolzano nel disegnare il nuovo corso del turismo regionale. Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, spiega di voler proseguire sulla strada tracciata finora: «I turisti non vengono da noi per visitare i parcheggi, ma i nostri bellissimi posti, che noi dobbiamo proteggere e rendere al tempo stesso accessibili. Come? Bisogna cambiare sistema, passando dal mezzo individuale al trasporto pubblico, anche attraverso la chiusura di determinate zone. Queste limitazioni del traffico aggiunge Kompatscher aumentano oltretutto l'attrattività di questi posti, come dimostrato dall'esperienza dell'Alpe di Siusi». Quindici anni fa, infatti, venne decisa la chiusura al traffico della strada che conduce all'Alpe di Siusi. «Io ero sindaco di Fiè ed amministratore della locale società funiviaria ricorda Kompatscher ed ero il principale ideatore di quella proposta. C'erano tantissime proteste e timori da parte degli albergatori, che temevano un calo di clienti. Invece, da allora, gli alberghi di Castelrotto sono quelli che hanno fatto registrare il maggiore aumento non solo di pernottamenti ma anche di prezzi, perché l'Alpe di Siusi è diventata più esclusiva. Vogliamo quindi puntare al turismo di qualità, tramite queste misure, come ad esempio la limitazione al traffico sui passi. In questo modo oltretutto proteggiamo l'ambiente e la natura». In merito infine al successo ottenuto dall'attività della film commission, Kompatscher commenta: «Il successo ottenuto dimostra che i soldi investiti nel marketing turistico sono stati spesi bene. Ricordiamoci che la concorrenza non dorme: oggi mancano le mete turistiche del Nord Africa, un domani queste torneranno e quindi dobbiamo restare attivi sul mercato». Ettore Zampiccoli, già direttore dell'Apt Trentino, è drastico: «Credo che in futuro, stando alle statistiche, il problema del Trentino sarà quello di difendersi dai turisti. Gli arrivi in aumento, soprattutto dal mercato asiatico, saranno inevitabili e il Trentino dovrà contenere i flussi e fare selezione, puntando su un turismo confacente alla qualità naturale offerta dal territorio e dalle strutture, non al turismo di massa ingestibile dei divani a 10 euro a notte (riferimento al fenomeno Airbnb, ndr )». In tal senso Zampiccoli accoglie positivamente la notizia del traffico contingentato in varie località trentine («con una programmazione e un'informazione adeguata è ragionevole porre dei limiti per evitare sovraffollamento sul territorio») e vede già buoni segnali per il futuro: «Le presenze negli alberghi a quattro stelle sono aumentate e i turisti dimostrano una maggiore capacità economica: sarà necessario incrementare la qualità della nostra offerta e puntare a un target di utenza adeguato tutelandosi dal turismo di basso livello, smettendo di puntare ad esempio sui grandi numeri a discapito della qualità. Un modello ovviamente complesso da gestire in termini di programmazione e promozione osserva Zampiccoli ma le premesse strutturali ci sono, perciò vale la pena di proseguire in questa direzione». Come osserva l'amministratore unico di Trentino marketing Maurizio Rossini «le nostre valli e i laghi alpini sono luoghi aperti, non sale da 200 posti in cui raggiunto il numero massimo si chiude, e neppure villaggi vacanze: è d'obbligo una fruizione attenta, che li tuteli e che permetta un equilibrio tra le esigenze dei turisti e quelle dei residenti. È necessario perciò individuare delle soluzioni che regolamentino meglio in alcuni periodi dell'anno il traffico privato, come si sta cercando di fare ad esempio con questa sperimentazione delle chiusure contingentate sul Sella e come si è già fatto con gli skibus nelle stagioni invernali. I prossimi anni continua Rossini ci vedranno impegnati proprio su questo fronte: garantire ai turisti, soprattutto internazionali, un servizio di mobilità pubblica e collettiva che supplisca all'inutilizzo dei mezzi di trasporto privati, partendo già dagli aeroporti e dai luoghi di arrivo in generale». Sul potenziamento della mobilità sostenibile è d'accordo anche Andrea Weiss, direttore dell'Apt Val di Fassa: «La fruizione delle Dolomiti deve essere un'esperienza di qualità, che passa quindi necessariamente da una riduzione regolamentata del traffico: non credo che il giro del passo Sella in auto sia turismo di qualità; le chiusure contingentate vanno in questa direzione, certo servirà tempo e intanto comprendo bene le difficoltà e la contrarietà di qualche operatore». Quanto al futuro del turismo trentino Weiss analizza come sia necessario «trovare una visione comune che individui il plus-valore da mettere in campo e su cui investire; nel caso dell a mobilità alternativa e del rispetto dell'ambiente la val di Fassa è certamente un esempio ».
Corriere della Sera
19 Luglio 2018
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LU
Luigi Ruggera
Corriere della Sera
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Bene culturale
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