Il Comune incassa «solo» 5 milioni da banchetti, locali, mercati MESTRE. Al Comune pagano poco più di 2 mila euro all'anno per vendere souvenir a San Marco e sono gli unici ad arrivare a tanto. In Strada nova si paga molto meno: un banchetto extra-mercato paga un terzo, circa 700 euro... all'anno. Sono rimasti sconcertati ieri i consiglieri delle commissioni commercio e patrimonio, a sentire le cifre che incassa il Comune da banchetti e locali per l'occupazione del suolo pubblico. «In Strada nova, 691 euro l'anno sono irrisori», ha commentato il fucsia Paolo Pellegrini, presidente della commissione Commercio. Il costo di tavolini e sedie per bar e ristoranti è un po' più salato, ma appare irrisorio soprattutto in quelle zone come Rialto e San Marco dove i potenziali clienti sono milioni di turisti. Nell'area più di pregio della città, piazza San Marco, i caffè storici pagano 600-700 euro l'anno per ogni metro quadro di piazza occupato, cifra che scende tra i 300 e i 450 a Rialto, anche nelle aree affacciate sul Canal Grande. Nel resto della città, le tariffe sono ancora più basse: «A San Giacomo dell'Orio si pagano tra i 100 e i 150 euro l'anno a metro quadro», ha spiegato il dirigente del Suap Francesco Bortoluzzi. Ragionare sul singolo metro quadrato non permette di capire quanto davvero versa un pubblico esercizio nelle casse comunali: in Erbaria i locali pagano sui 25 mila euro l'anno, più o meno quando versano ogni mese per l'affitto. A San Giacomo, si scende a 3 mila euro mentre in piazza San Marco il plateatico più grande in assoluto (quello della gelateria Todaro) spende 233 mila euro. Ieri, in Municipio a Mestre, le due commissioni erano riunite per discutere un'interpellanza di Rocco Fiano (Lista Casson) che chiedeva quanti esercenti hanno usufruito della possibilità di uno sconto sulla Cosap, stabilito nel bilancio per chi voleva rinunciare al plateatico per metà anno. «Non è arrivata alcuna richiesta», la risposta dei tecnici. Più che rinunciare alla «piazza» per sei mesi, si moltiplicano le richieste. «Continuano a spuntare tavolini in varie zone della città, all'inizio contenuti poi si allargano - ha fatto notare Sara Visman (M5s) - abbiamo la mappatura dei pianini, non delle zone escluse e ci servirebbe per valutare se un'attività è in regola». Ha chiesto Monica Sambo (Pd): «Ma c'è una mappatura di tutti i plateatici?». Sì e no è la risposta. Escluse le aree di mercato, nel territorio comunale ci sono 1.400 occupazioni di suolo pubblico, di cui 1.200 in centro storico. Da tutti questi insieme a tutti i mercati il Comune incassa 5 milioni di euro l'anno. Nell'ambito dell'applicazione della direttiva Bolkestein, sono state riorganizzate 31 aree cittadine su 46, pari a 679 plateatici e in queste zone le nuove occupazioni sono solo 5. Sempre nell'elenco delle 31 aree, 22 plateatici sono stati ritenuti non compatibili e saranno eliminati mentre dal 1 gennaio 55 diminuiranno di dimensioni. «Sono già partiti i ricorsi - ha detto Bortoluzzi - in un caso, il Tar ci ha dato ragione». Per il resto della città, Suap e Venis stanno elaborando un portale georeferenziato per permettere a tutti, come per hotel e locazioni turistiche, di vedere dove e quante sono le occupazioni di suolo pubblico. «Esistono decine di plateatici abusivi - ha detto l'assessore al Patrimonio Renato Boraso - molti dei nuovi che incrociate potrebbero non essere in regola». Dal 2015 a oggi, nei controlli dei vigili sono stati trovati 185 plateatici che avevano occupato più suolo e 175 abusivi, in parte o del tutto. «Sono soddisfatto delle risposte fornite all'interpellanza ma ci sono ancora approfondimenti da fare», ha sottolineato Fiano. Le commissioni torneranno a riunirsi, quello dei plateatici è un tema spinoso a Venezia e i consiglieri, in un accordo bipartisan, vogliono andare a fondo della questione e sapere il numero esatto di concessioni in vigore e che tipo di violazioni sono sanzionate.