Continuano le polemiche sull'opera voluta dal Comune. Al comitato "no parking" si è aggiunto l'organismo delle Nazioni Unite (il sito è stato consacrato patrimonio dell'umanità). Un procedimento di vigilanza è stato già aperto dall'Anticorruzione BERGAMO - Prima l'intervento dell'Anticorruzione, adesso quello dell'Unesco: non c'è pace per il parcheggio multipiano della Fara, la grande (e controversa) opera voluta dalla giunta comunale e in costruzione a Bergamo Alta, all'interno e a ridosso di quelle mura veneziane che proprio l'organismo delle Nazioni Unite ha recentemente consacrato patrimonio dell'umanità. Sul cantiere, aperto da gennaio tra le polemiche e le proteste di una parte della popolazione, si addensano nuove nubi: l'Unesco ha allertato il ministero dei Beni culturali perché vuole vederci chiaro. Non tanto sulle modalità di realizzazione del parcheggio - che dovrebbe ospitare quasi 500 posti auto e che sarà aperto 24 ore su 24 - ma proprio sulla sua collocazione. Il silos sorgerà infatti sull'area dell'ex parco faunistico, sotto la Rocca - patrimonio storico della Città Alta - e a pochi metri dalle mura, il baluardo che racchiude lo stesso borgo antico di Bergamo. Poteva l'Unesco non intervenire su un'opera che - comunque la si voglia vedere - sta prendendo forma a un passo da uno dei suoi "gioielli"? L'iniziativa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura segue un esposto del comitato di cittadini No Parking Fara, che da tempo protesta contro l'amministrazione comunale guidata da Giorgio Gori puntando l'indice su un opera "monstre". Un'opera che - come raccontato nei mesi scorsi da Repubblica - sorge su una discarica abusiva (lo ha accertato dalla Procura di Bergamo) e insiste su un'area a rischio dissesto geologico: già nel 2008 - quando iniziarono i primi lavori, poi sospesi - ci fu un crollo del costone sul quale da gennaio sono al lavoro decine di operai e mezzi meccanici. Per consolidare la zona franata furono interrati rifiuti speciali da parte dell'impresa Locatelli (poi inquisita per tangenti), rifiuti per la cui rimozione è stato necessario installare una funivia che ogni giorno trasporta materiali dal cantiere della Fara a Bergamo bassa. Ma torniamo all'Unesco. Perché ad accendere ulteriormente il fuoco delle polemiche è stata la risposta che il Comune ha fornito alle richieste di chiarimento: una relazione di 16 pagine, nella quale Palazzo Frizzoni scrive che "il posizionamento (del parcheggio, ndr) è ben lontano dalle Mura veneziane di Bergamo". E ancora: "È quantomeno inesatto collocare il parcheggio sotto la Rocca di Bergamo dato che dista alcune centinaia di metri dalla stessa". La distanza è molto più contenuta, secondo il comitato No Parking, di quella indicata dalla relazione comunale. Ed è inoltre evidente - anche a occhio nudo - la vicinanza con le mura (patrimonio dell'umanità nel sistema delle "Opere di difesa veneziane" che include anche le fortificazioni di Peschiera del Garda, Palmanova, Zara e Sibenik in Croazia e infine Kotor in Montenegro). E dunque? Gaffe o tentativo di spegnere il caso? "Abbiamo provveduto a trasmettere le informazioni ricevute alle principali autorità nazionali competenti per ulteriori approfondimenti e osservazioni", dicono dall'Unesco. Altra curiosità: i No Parking sostengono che la relazione inviata dal Comune di Bergamo al Segretariato permanente per il sito Unesco - che a sua volta l'ha inoltrato all'ambasciatore dell'organizzazione delle Nazioni Unite (l'Unesco appunto) e al Mibact (ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo) - non sia firmata. Circostanza definita "insolita", visti gli interlocutori e vista anche la delicatezza del caso. Dal Comune replicano: "Quel documento (la relazione, ndr) non è un atto che dispone nulla, non si tratta di una delibera ad esempio, e quindi non c'è alcun obbligo che venga firmato". Ma tant'è: i riflettori sul cantiere restano accesi. E si aggiungono a quelli dell' Autorità nazionale anticorruzione (Anac): l'organismo presieduto da Raffaele Cantone ha aperto un procedimento di vigilanza sul cantiere (dopo un esposto di M5S). La verifica riguarda una presunta mancanza di trasparenza nelle procedure e le condizioni, giudicate "nettamente sbilanciate" a favore della parte privata. Dopo una paralisi durata quasi 10 anni, non senza strascichi giudiziari, l'opera gestita da Bergamo Parcheggi è stata affidata alla cordata d' imprese Collini e Seik: la fine lavori è prevista tra due anni. Salvo nuovi intoppi.
la Repubblica
18 Luglio 2018
Bergamo, il caso del parcheggio sulle Mura veneziane: l'Unesco chiede al ministero di intervenire
PA
Paolo Berizzi
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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